Mutui nel 2025: cambiano gli importi dopo i tagli della BCE

Autore:
Erika Fameli
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I mutui nel 2025 saranno nettamente diversi rispetto a quelli a cui ci siamo abituati nel corso degli ultimi due anni. Dopo gli ultimi tagli ai tassi di interesse effettuati dalla Banca Centrale Europea, per i mutuatari ci saranno rate più basse e un maggiore accesso al credito. Ecco come cambiano i mutui nel nuovo anno, e quali effetti i tagli avranno sulle rate e sulle surroghe.

mutuo casa
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Comprare casa sarà più facile nel 2025, almeno per chi ha intenzione di richiedere un mutuo per farlo. Infatti, dopo i recenti tagli ai tassi interessi attuati dalla Banca Centrale Europea, la situazione dei mutui cambierà sostanzialmente, e il nuovo anno promette di rilanciare sia i finanziamenti creditizi che il mercato immobiliare. Le previsioni della BCE si concentrano principalmente su rate più basse sia per chi ha già un mutuo in corso, che per chi deve accenderne uno.

Nel corso del 2024, la Banca Centrale Europea ha tagliato ben 4 volte i tassi di interesse sui mutui, e se fino alla prima metà dell’anno gli effetti dei tagli faticavano a farsi sentire, da giugno in poi il mercato dei mutui ha iniziato la sua lenta risalita. Ecco quindi, in base alle previsioni di Mutuionline, come andranno le cose nel 2025, alla luce dei nuovi tagli e sulla scia del trend positivo iniziato nella seconda metà del 2024.

I mutui nel 2025

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A dare le stime su come si svolgerà il 2025 dal punto di vista dei mutui, è Mutuionline. Facendo un ripasso di quanto accaduto nel 2024, la base da cui partire per fare qualche previsione sono i 4 tagli che la Banca Centrale Europea ha fatto negli ultimi 12 mesi. Questi hanno generato:

  • un calo di oltre 100 punti base nei mutui a tasso variabile, passando da un Tan del 4,94% (inizio 2024) al 3,93% (fine 2024);
  • un calo del Tan dei mutui a tasso fisso, passando dal 3,17% di gennaio al 2,75% di dicembre;
  • una performance positiva dei mutui green, che hanno un Tan medio al 2,50%.

Nel 2025, quindi, assisteremo ad un riequilibrio tra i mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile. Questo porterà i mutuatari con tasso variabile ad ottenere un risparmio notevole. Il risparmio, se si scendesse sotto la quota del 3%, sarebbe di quasi il 22%. Seguendo una simulazione del Sole 24 Ore infatti, un mutuo di 200.000 euro per 25 anni, potrebbe costare ai suoi titolari quasi 80.000 euro di meno.

Più compravendite e surroghe

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Di conseguenza, le transazioni torneranno a salire di numero, e anche di valore, poichè maggiori compravendite spingono in alto i prezzi del mattone. Secondo i dati di Immobiliare.it Insights, a subire gli aumenti maggiori saranno le città del Nord e del Centro-Nord. In particolare, questi interesseranno Genova (+8,4%), Bologna, una delle città dove si vive meglio in Italia (+7,8%), e Verona (+7,6%). Un altro aspetto di cui non ci si deve dimenticare, quando si parla di mutui, è quello che riguarda la surroga. Questa permette di trasferire il proprio mutuo da una banca ad un’altra, in base a chi offre le condizioni migliori.

Infatti, se nel corso del 2024 le surroghe in Italia sono aumentate del 3% rispetto all’anno precedente, per il 2025 si prevede una crescita ulteriore, spinta proprio dai tagli ai tassi di interesse, che stimolano una mobilità maggiore anche in questo senso. Attualmente le surroghe rappresentano il 34,1% del totale delle operazioni legate ai mutui in Italia, ma con i tassi più bassi promettono di aumentare ancora. Insomma, comprare casa nel 2025 sarà nettamente diverso dagli ultimi mesi!

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