C’è uno strumento che il Fisco può usare per verificare il Bonus Casa: lo usi ogni giorno
Nelle verifiche Bonus Casa gli archivi fotografici e i dati territoriali possono aiutare il Fisco a ricostruire la cronologia dei cantieri e confrontarla con le scadenze fiscali per valutare se sono state rispettate o meno. Come ottenere questo materiale? Con Google Maps! Ecco a cosa fare attenzione.
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Il Bonus Casa è una delle agevolazioni fiscali più utilizzate dagli italiani per rinnovare i propri immobili e renderli più efficienti anche dal punto di vista energetico. Per ottenere le detrazioni, però, è necessario rispettare alcuni vincoli, tra cui l’avvio dei lavori entro determinate date. Ad essere in ordine, quindi, non devono essere solamente i documenti amministrativi, ma anche i lavori effettivi.
Per questo, nella fase dei controlli, il Fisco può chiamare in causa Google Maps, e utilizzare gli archivi fotografici e i dati territoriali per ricostruire la cronologia dei cantieri e verificare il rispetto dei parametri di cui sopra. Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.
Verifiche Bonus Casa

Quando si parla di verifiche sul Bonus Casa, si fa l’errore di pensare che queste riguardino unicamente le pratiche amministrative, che sicuramente sono una parte essenziale delle cose da controllare, ma non sono le uniche. Il Fisco, infatti, può utilizzare le immagini storiche degli immobili oggetto di verifica per stabilire l’avvio effettivo dei lavori e, di conseguenza, quale aliquota fiscale applicare a quello specifico caso. Gli strumenti digitali che l’Agenzia delle Entrate utilizza sono:
- Google Maps,
- Street View,
- Google Earth,
- applicativi simili, da cui si può ricostruire nel tempo l’effettivo andamento dei cantieri.
Rispettare le condizioni previste per accedere alle agevolazioni fiscali, infatti, è essenziale per ottenere la detrazione, e considerando i molteplici cambiamenti alle aliquote, è necessario verificare in quale detrazione si rientra. Grazie a questi strumenti, inoltre, si contrastano sia le frodi che le irregolarità che in questi anni hanno consentito ad alcuni contribuenti di beneficiare di detrazioni superiori a quelle a cui avevano diritto.
Controlli sempre più accurati

La strategia di verifiche con Google Maps si inserisce in un rafforzamento massiccio dei controlli da parte dell’AdE richiesto da un lato dalle dimensioni importanti del sistema dei bonus edilizi, e dall’altra dalle molteplici frodi e truffe che sono state perpetrate negli anni, tra cui spiccano quelle del Superbonus. Il punto cruciale per questo tipo di verifiche è l’avanzamento delle opere entro determinate scadenze, cui è subordinato il beneficio fiscale. Per ottenere l’aliquota più favorevole, quindi, non è sufficiente aver predisposto il cantiere e aver mandato avanti i pagamenti, ma è necessario anche aver avviato i lavori.
Per fare qualche esempio, il Superbonus per le villette nel 2023 consentiva ancora la detrazione al 110% a patto che il 30% dei lavori fosse stato completato entro il 30 settembre 2022; mentre le regole introdotte dal decreto 39/2024 per limitare le Cilas dormienti, escludevano dagli strumenti alternativi alle detrazioni i cantieri privi di spese documentate entro il 30 marzo 2024.
Un caso concreto di utilizzo di Google Maps per verificare la cronologia di avanzamento lavori arriva da Trieste, dove l’Agenzia delle Entrate ha utilizzato le immagini storiche per ricostruire l’avanzamento del cantiere e determinare l’agevolazione spettante. Incrociando i dati catastali, le informazioni comunali e le immagini del territorio, infatti, l’amministratore può avere una fotografia aggiornata e dettagliata dello stato degli immobili e verificare con maggior precisione il rispetto delle regole previste per i bonus.