Superbonus bloccato? Questa sentenza può sbloccare tutto

Autore:
Erika Fameli
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Una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria crea un precedente importante in materia di CILAS dormienti per i lavori del Superbonus bloccati. Si tratta di una sentenza che apre la strada a numerosi sblocchi, a patto che si dimostri un dettaglio piccolo, ma affatto trascurabile: ecco quale.

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Il blocco della cessione dei crediti ha segnato un punto di svolta nella storia del Superbonus in Italia, e da allora tutto è cambiato. In particolare, a creare il prima e il dopo, è stata una clausola del decreto 39/2024, che specificava che solamente con un pagamento si poteva sbloccare il diritto alla cessione del credito.

La clausola, però, è stata al centro di una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Modena, che fornisce ora spiegazioni chiare e apre la strada a nuovi sblocchi. Ecco come, e  chi ha diritto a cedere i crediti del Superbonus, anche a distanza di anni.

CILAS dormienti

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Prima di capire le implicazioni della sentenza 86/2026 della Corte di Giustizia Tributaria, è bene capire cosa sono le CILAS dormienti, e chi riguardano. Tra il 2023 e il 2024 il Governo ha gestito migliaia di comunicazioni relative all’agevolazione, presentate prima dell’arrivo dei decreti di blocco delle cessioni, cui però non è seguito l’avvio immediato di un cantiere. Si tratta di pratiche che avevano, a livello amministrativo, fatto salire il numero di cessioni dei crediti, nonostante gli stop, poichè essendo state presentate prima del blocco, avevano diritto alla cessione. Proprio per creare una distinzione tra chi aveva avviato i lavori e chi no, l’esecutivo ha approvato il decreto 39/2024, che con una clausola in particolare sancisce chi ha diritto alla cessione e chi no.

Per far maturare il diritto, bastavano un pagamento e dei lavori effettivamente eseguiti sul cantiere, da documentare entro e non oltre il 30 marzo 2024. I cantieri che, invece, entro questa data non avessero pagato alcuna spesa, perdevano il diritto alla cessione del credito. Sono stati molti, allora, i cantieri che si sono fermati per colpa di questa clausola, e che ancora oggi vedono cantieri in stallo e, ovviamente, nessuna cessione all’orizzonte. Un condominio in particolare, però, ha fatto ricorso al blocco in cui è incappato, ed è riuscito ad ottenere il tanto agognato credito.

Al via il risveglio dei cantieri Superbonus

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Si tratta di un condominio che è arrivato davanti alla Cgt di Modena e che, come molti altri stabili, aveva seguito il processo burocratico di avvio del cantiere Superbonus, con le seguenti tempistiche:

  • il 3 maggio 2022 ha deliberato i lavori,
  • il 25 novembre 2022 ha depositato la CILAS,
  • il 3 marzo 2023 ha avviato il cantiere,
  • il 29 marzo 2024 ha pagato la prima fattura (per la parte non coperta da sconto).

La Cgt di Modena spiega che la fattura del 29 marzo è sufficiente per rispettare i paletti del decreto 39/2024, poichè la norma non richiede stati di avanzamento di lavori predeterminati né importi minimi di spesa. Richiama, a questo punto, la relazione illustrativa del decreto, la quale dice che:

L’intervento normativo fosse diretto a tutelare l’aspettativa e il legittimo affidamento dei committenti che avevano già espletato le pratiche edilizie, avviato cantieri e lavori e sostenuto costi, introducendo criteri oggettivi di prova (la fattura e il pagamento entro una certa data).

Di conseguenza, basta dimostrare il pagamento per un lavoro edile reali, permanente e funzionalmente connesso all’intervento agevolato per sbloccare tutto, maturare il diritto alla cessione del credito e portare a termine, finalmente, i cantieri Superbonus rimasti fermi da allora.

CILAS dormienti: la sentenza cambia tutto, al via gli sblocchi: foto e immagini