Bonus ristrutturazione per il convivente: gli spetta o no?
Si può richiedere il bonus ristrutturazione per il convivente? Quando una casa nuova dove abiterà una coppia (ma dove ancora non vive nessuno) è di proprietà di uno dei due, ma a pagare la ristrutturazione è l’altra persona, si ha comunque diritto all’agevolazione sulla ristrutturazione? Ecco cosa dice la legge a riguardo.

Il bonus ristrutturazione è un’agevolazione che nel 2024 consente di recuperare il 50% delle spese sostenute per la riqualificazione del proprio immobile, sotto forma di detrazioni fiscali e per una spesa massima di 96.000 euro. Cosa succede però se a sostenere le spese della ristrutturazione non è il proprietario di casa, ma il suo convivente? In linea generale, il bonus spetta al convivente, ma ci sono alcuni casi particolari che fanno ancora sorgere dubbi.
A risolverli ci pensa l’Agenzia delle Entrate, che chiarisce come stanno le cose quando in ballo c’è la ristrutturazione di una nuova casa, intestata solo a uno dei due membri della coppia, ma a pagare la ristrutturazione è l’altro, e la coppia non vive in quella casa. Il dubbio sorge perchè la casa da ristrutturare, non sempre è la stessa dove si vive, proprio come nel caso di un nuovo acquisto. Questa situazione, è ancora più particolare e complessa per i conviventi e le coppie di fatto.
Bonus ristrutturazione per il convivente

L’Agenzia delle Entrate, per spiegare la questione e risolvere ogni dubbio a riguardo, fa riferimento alla Legge 76/2016, che regola le unioni civili e ridefinisce il nucleo familiare. In particolare, questa legge chiarisce lo status di famiglia anagrafica, che individua i membri del nucleo familiare in base alla residenza degli stessi. Questa può essere oggetto di autocertificazione e si può verificare presso gli uffici anagrafici. Ai fini del bonus ristrutturazione, questa specifica è molto importante.
Infatti, l’Agenzia delle Entrate specifica che il convivente che sostiene le spese di ristrutturazione di un immobile di cui non è proprietario, ha diritto al bonus ristrutturazione, anche in assenza di un contratto di comodato. Devono però, sussistere diverse situazioni:
- gli interventi devono essere effettuati su una delle case dove ha luogo la convivenza (anche se non è la prima casa);
- la convivenza deve esistere prima dell’attivazione della procedura, dell’inizio dei lavori e del pagamento delle spese;
- la convivenza deve essere controllata nei registri anagrafici, per verificarne la sussistenza in forma stabile.
In buona sostanza quindi, bisogna solamente dimostrare di essere conviventi a tutti gli effetti, e di fare lavori su una casa dove questa convivenza si svolge.
Come cambierà il bonus

Attualmente, come detto in apertura, il Bonus ristrutturazione consente di recuperare il 50% della spesa per la ristrutturazione di un immobile, sotto forma di detrazione fiscale in 10 anni e per una spesa massima di 96.000 euro. Sappiamo già, però, che queste cifre saranno in vigore solamente fino al 31 dicembre 2024, dopodichè, ci saranno dei cambiamenti. In particolare, dal 2025 al 2027 la detrazione sarà del 36%, e calerà al 30% dal 2028 al 2033.
Ricordiamo inoltre, che il Bonus ristrutturazione si può richiedere anche mentre è in corso la costruzione della casa stessa, ma solo in alcuni casi. Questo è uno dei bonus edilizi del 2024 più chiacchierati in assoluto, perchè permette agli italiani di affrontare spese ingenti e di recuperare una parte della spesa, con l’obiettivo di migliorare il proprio immobile e renderlo più vivibile, sostenibile e al passo coi tempi, e conviene approfittarne finchè le detrazioni sono ancora alte!