Bonus ristrutturazione edilizia 2024: perchè tutti ne parlano

Autore:
Magda Killa Lalla Cirignano
  • Laurea in Comunicazione
Tempo di lettura: 3 minuti

Un 2024 che vede la presenza di innumerevoli bonus, come quello rivolto alla ristrutturazione edilizia che prevede la detrazione fiscale del 50% delle spese. Spese che sono state sostenute nell’arco temporale che va dal 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2024. Ecco quanto stabilito dalla Legge di Bilancio.

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Con il bonus ristrutturazione 2024 si intende la detrazione fiscale del 50% per tutti coloro i quali hanno sostenuto spese dal 26 giugno 2012 fino fino al 31 dicembre 2024. Chi può richiedere questa particolare agevolazione? Quali sono i lavori che possono essere detratti? Di seguito tutte le informazioni di carattere generale.

Come si accennava precedentemente, la detrazione viene concessa non solo ai singoli individui ma anche al condominio. Nello specifico sarà riconosciuta per gli interventi di ristrutturazione edilizia che comprendono anche la manutenzione ordinaria e straordinaria. E ancora, lavori inerenti al restauro e alla conservazione. Si ricorda che le spese dovranno essere saldate mediante bonifico postale o bancario.

Bonus ristrutturazioni 2024: ecco cosa c’è da sapere

Bonus ristrutturazione 2024
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La detrazione fiscale (che ammonta al 50%) è applicabile per una spesa di massimo 96.000 €. Aspetto molto importante da tenere in considerazione e la ripartizione che avverrà in 10 quote annuali del medesimo importo. Chi sono i contribuenti che possono accedere al bonus ristrutturazione 2024? Di seguito l’elenco completo:

  • I proprietari o nudi proprietari;
  • Tutti coloro i quali sono titolari di un diritto reale di godimento, ad esempio l’usufrutto, l’uso, abitazione;
  • Soci di cooperative divise e indivise;
  • Locata o comodatari.

Quali sono gli step per richiedere il bonus ristrutturazione?

Una delle domande più gettonate da parte dei richiedenti riguarda la compilazione dei documenti: dovrà essere presentata la dichiarazione dei redditi – fatta eccezione di una diversa modalità quale la cessione del credito o lo sconto in fattura.

I richiedenti dovranno essere in possesso delle abitazioni amministrative come la concessione, l’autorizzazione all’inizio dei lavori. E ancora, la domanda di accatastamento per tutti gli immobili non censiti e la ricevuta di pagamento dell’IMU. Si ricorda, inoltre, che tutti coloro che richiedono il bonus dovranno essere in possesso delle fatture e delle ricevute fiscali delle spese che sono state sostenute.

Come accennato precedentemente, si dovranno accertare i bonifici di pagamento effettuati per le spese. solo attraverso la presentazione di tali documenti sarà possibile dimostrare la validità delle spese e richiedere la detrazione del 50%. Come si menzionava precedentemente le spese riguardano la manutenzione ordinaria per i condomini e straordinaria per il restauro.

Come accedere al bonus ristrutturazioni
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Qual è la differenza tra manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria? Gli esempi

Altra domanda particolarmente gettonata riguarda la differenza tra manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria. Di seguito gli esempi. Innanzitutto si tratta di interventi necessari al fine di mantenere in buono stato un edificio o parti di esso. Non si intende la modifica dell’aspetto o della struttura dell’immobile.

Riguardo alla manutenzione ordinaria si intendono lavori che riguardano la sostituzione di pavimenti, dei rivestimenti o degli impianti (idraulico, elettrico e di riscaldamento). Mentre per quel che concerne la manutenzione di tipo straordinaria, non solo prevede un’autorizzazione specifica, ma vede, ad esempio, la sostituzione integrale degli impianti o l’istallazione di ascensori.

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