Addio al chiurlottello: la sua estinzione è una delle notizie più tristi dell’anno
Il chiurlottello è ufficialmente estinto: si tratta di una perdita enorme per la biodiversità e per l’intero ecosistema, ma questo annuncio rappresenta anche una sconfitta per l’uomo, principale colpevole per la sua scomparsa. Ecco perchè la sua estinzione è considerata così importante, e quali sono le cause che hanno portato a questo triste epilogo.
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Sempre più spesso si sente parlare di specie animali che si avvicinano al rischio estinzione, e se per alcune si creano le condizioni di salvataggio in corner, per altre purtroppo non c’è più niente da fare. Questo è il caso del chiurlottello, un uccello migratore che per generazioni ha volato tra la Siberia e il Nord Africa, unendo interi continenti, che l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN) ha ufficialmente dichiarato estinto.
La specie, infatti, non viene più avvistata dal febbraio del 1995. Questa perdita ha un peso enorme sia sulla biodiversità mondiale che sull’intero ecosistema, e rappresenta anche una nuova inquietante tappa dell’evoluzione ambientale: quella del chiurlo sottile è la prima estinzione globale documentata di un uccello migratore continentale nell’era moderna.
Il chiurlottello è ufficialmente estinto

Il chiurlo sottile è un uccello migratore che per decenni ha percorso migliaia di chilometri tra zone umide e corridoi naturali, sopravvivendo all’estinzione grazie ad ecosistemi distribuiti lungo un vastissimo territorio, che andava dalla Siberia al Nord Africa ma che, con il passare del tempo, si sono ridotti progressivamente fino a scomparire. La perdita di questi habitat ha portato anche al declino della specie, e dal febbraio del 1995 il chiurlottello non viene più avvistato. Dopo 30 anni di silenzio, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha confermato ufficialmente l’estinzione di questo uccello migratore continentale, la prima estinzione globale documentata di questo tipo nell’era moderna.
Purtroppo, quella del chiurlottello non è l’unica estinzione di cui parlano giornali e pagine web, ma rappresenta una tappa negativa dell’evoluzione ambientale, e anche una perdita enorme per la biodiversità di continenti diversi e per i loro ecosistemi che, insieme a lui, non sono riusciti a sopravvivere ai cambiamenti del mondo che li circondava, e alla pressione crescente non solo delle condizioni climatiche, ma anche dell’azione dell’uomo. Se c’è un colpevole da additare, infatti, questo è proprio l’essere umano.
Le colpe dell’uomo

La scomparsa di questo uccello migratore costiero, infatti, è interamente attribuibili all’impatto negativo dell’uomo sulla natura. Le cause principali dell’estinzione includono:
- la perdita dell’habitat;
- la pressione venatoria;
- la trappola evolutiva.
La distruzione e la bonifica delle zone umide e delle torbiere, aree di nidificazione dell’uccello in Siberia e di svernamento nella zona del Mediterraneo, hanno provocato una drastica riduzione dell’habitat a disposizione del chiurlottello per vivere. L’intensa caccia e il bracconaggio lungo le rotte migratorie ha messo a rischio la sopravvivenza degli esemplari adulti e, infine, l’inquinamento e i cambiamenti climatici e ambientali hanno ridotto drasticamente le risorse alimentari per il loro sostentamento. Il risultato è un triste annuncio, per cui non c’è più niente da fare. Sono sempre di più le specie a rischio estinzione, sia vegetali che animali, ed è necessario intervenire immediatamente per far sì che la loro sorte non sia la stessa del chiurlottello. La IUCN ha di recente annunciato l’entrata di otarie e pinguini nella lista rossa delle specie a rischio, confermando un trend pericolosissimo per la biodiversità di tutto il pianeta.