Italia, svelata la classifica delle città più green: la prima sorprende, l’ultima ancora di più
La 33ª edizione del rapporto Ecosistema urbano in Italia, fotografa le performance ambientali dei 106 capoluoghi italiani tra mobilità, verde e gestione idrica. Mantova riconquista la vetta verde d’Italia seguita da Trento e Bolzano, mentre Napoli scivola in ultima posizione.

L’Italia delle città procede a velocità nettamente differenti sul terreno della transizione ecologica e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. La trentatreesima edizione di Ecosistema Urbano, il report annuale realizzato da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, ci restituisce una fotografia nitida delle performance sostenibili dei 106 capoluoghi di provincia nazionali. L’indagine prende in esame venti indicatori specifici distribuiti su macroaree fondamentali come la qualità dell’aria, la gestione delle risorse idriche, la produzione e raccolta dei rifiuti, la mobilità urbana, il verde pubblico e la diffusione delle energie rinnovabili. Il quadro generale che viene generato mostra progressi contenuti e spesso troppo lenti rispetto all’incalzare delle emergenze ambientali.
Mantova conquista il podio verde insieme a Trento e Bolzano
In cima alla graduatoria nazionale si posiziona Mantova con un punteggio finale dell’81,29%, riconquistando la vetta e scavalcando Trento che scende in seconda posizione. A completare il podio c’è Bolzano, confermando così la forte concentrazione di centri medio-piccoli del Nord Italia tra le amministrazioni più virtuose. Il successo della città virgiliana trova origine in scelte mirate sulla mobilità sostenibile e sull’incremento della natura in città. Mantova entra nella top ten nazionale per metri quadrati di zone a traffico limitato ogni cento abitanti, estensione delle piste ciclabili e densità di alberi sul territorio urbano. Sono risultati essere ottimi anche i dati relativi al solare pubblico e alla percentuale di raccolta differenziata. Tuttavia persino la capolista evidenzia criticità strutturali, registrando ritardi sui parametri di concentrazione del particolato sottile PM10 e del biossido di azoto.

Le grandi metropoli e il divario con il Mezzogiorno
Ancora una conferma dunque su come i grandi centri urbani facciano fatica a trovare una dimensione realmente sostenibile. Bologna resta la prima tra le grandi città posizionandosi al dodicesimo posto complessivo, Milano risale fino alla cinquantesima posizione, mentre Roma scivola al sessantasettesimo posto. L’estremità opposta della classifica evidenzia invece una profonda sofferenza del Mezzogiorno. All’ultimo posto si colloca Napoli, centoseiesima con un punteggio del 30,80%. Sul risultato del capoluogo campano pesano i livelli elevati di biossido di azoto dovuti al traffico veicolare, i ritardi sulla percentuale di raccolta differenziata, le carenze nel verde urbano e le elevate perdite depurative. A precedere Napoli nel fondo della graduatoria figurano Reggio Calabria, Palermo e Catania, tracciando un ritardo infrastrutturale a cui solo Cosenza fa eccezione andando a conquistare la nona posizione.
Indicatori nazionali tra passi avanti e criticità croniche
L’analisi dei dati complessivi evidenzia segnali positivi ma insufficienti. La percentuale media di dispersione idrica negli acquedotti cala al 34,7%, mostrando un lento recupero delle reti distributive. Aumenta progressivamente la percentuale media di raccolta differenziata e cresce leggermente l’utilizzo dei mezzi pubblici. Restano invece irrisolti i nodi legati all’alto tasso di motorizzazione privata, con un numero di automobili per residente che continua a collocare l’Italia tra i paesi più motorizzati d’Europa. Il consumo incontrollato di suolo e lo smog nelle aree pianeggianti rappresentano le emergenze più pressanti, rendendo necessari interventi strutturali e finanziamenti stabili, rivolti all’adattamento climatico delle città.