La crisi climatica sta mettendo in pericolo milioni di piante in tutto il mondo

Autore:
Erika Fameli
  • Autore
Tempo di lettura: 5 minuti

Il 16% delle specie vegetali va verso l’estinzione e, secondo gli esperti, non arriverà a vedere il 2100. A causare questo declino sarà la perdita degli habitat naturali per colpa del cambiamento climatico, e purtroppo migrare le specie in nuovi territori potrebbe non essere sufficiente per salvarle.

Guarda il video


Piante, Selvatiche
Photo by NickyPe – Pixabay

Un recente studio pubblicato su Science individua nel riscaldamento globale, e nella perdita degli habitat naturali che ne consegue, la causa principale del declino delle specie vegetali sulla Terra. La stima, allarmante, è che entro la fine del secolo il 16% di esse scomparirà per sempre.

Si tratta di una prospettiva terribile, che nemmeno la migrazione verso ambienti più adatti può scongiurare. Ecco quali sono le specie più a rischio, i territori più fragili e cosa si può fare per salvaguardare queste specie vegetali e tutti gli ecosistemi e i fragili equilibri che da esse dipendono.

Il 16% delle specie vegetali verso l’estinzione

Piante, Selvatiche
Photo by EllenChan – Pixabay

Anche le piante migrano, e lo fanno quando il clima in cui vivono si fa inospitale. L’assenza di ecosistemi con le giuste caratteristiche ambientali porta, quindi, inevitabilmente verso l’estinzione: a causa di ciò il 16% delle specie vegetali potrebbero sparire entro la fine del secolo. A dirlo è un recente studio pubblicato su Science, che stima l’impatto del cambiamento climatico sugli ambienti naturali, e quanto questo possa danneggiare la biodiversità della Terra.

Fino ad oggi gli studiosi pensavano che alle piante bastasse essere veloci nella migrazione per salvarsi dall’estinzione, ma questa ricerca svela una realtà ben diversa: tra il 7% e il 16% delle specie vegetali studiate (circa il 18% della biodiversità vegetale totale della Terra), perderà infatti più del 90% del proprio areale entro il 2100, a prescindere dalla loro velocità di migrazione. Questo, inevitabilmente, porterà all’estinzione:

Ciò che causa l’estinzione non è il fatto che le piante non si muovano abbastanza velocemente, ma che entro la fine del secolo una gran quantità di ambienti per loro abitabili sarà scomparsa.

La perdita degli habitat naturali

Piante, Selvatiche
Photo by HungNguyenphoto – Pixabay

Il cambiamento climatico colpisce alcune aree del mondo più di altre, e per questo ci sono zone in cui la biodiversità vegetale è più a rischio:

  • in California è a rischio la Selaginella, una delle linee di piante vascolari più antiche del mondo (risalente a più di 400 milioni di anni fa);
  • in Australia ad essere a rischio è l’Eucalyptus, che rappresenta i 3/4 delle foreste native del continente ed è il pilastro dell’economia del legname e la cultura indigena;
  • in Europa meridionale la contrazione degli habitat sarà più marcata a causa dell’urbanizzazione, causando una netta diminuzione della biodiversità locale.

Xiaoli Dong, professore della University of California di Davis e coordinatore della ricerca spiega che:

Se l’obiettivo è ridurre i tassi di estinzione delle specie vegetali, la priorità deve restare il taglio aggressivo delle emissioni di gas serra, non ci sono altre direzioni possibili.

Inoltre, gli scienziati propongono un approccio che unisca la protezione dei rifugi climatici con il ripristino ambientale su larga scala, con istituzioni come le banche dei semi e gli orti botanici come attori principali per la preservazione del patrimonio genetico, medicinale e culturale delle piante. Infine, ci saranno alcune aree sulla Terra che svilupperanno una maggiore umidità nei prossimi decenni (Stati Uniti orientali, India, Sud-Est Asiatico, Sud America meridionale), dove molte piante in fuga dal proprio ambiente naturale troveranno un nuovo rifugio e dove si creeranno ecosistemi vegetali inediti: molte piante, qui, interagiranno per la prima volta.

La crisi climatica sta mettendo in pericolo milioni di piante in tutto il mondo: foto e immagini