Evodia – Albero del Miele

Autore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche

Evodia-daniellii

L‘Evodia daniellii è una pianta dalla fioritura estivo-autunnale coltivata come ornamentale nei giardini, nei parchi pubblici e come mellifera per il sostentamento delle api.

Caratteristiche generali dell’Evodia daniellii – Albero del miele

L’Evodia, Evodia daniellii, è una pianta della famiglia delle Rutaceae originaria dell’Asia orientale diffusa soprattutto in Cina e in Giappone, naturalizzata in Australia e in Africa. Viene coltivata come ornamentale e prevalentemente come mellifera in Europa e in quasi tutte le regioni italiane.

L’Evodia daniellii è una pianta molto longeva, vive mediamente 30 anni. Nei primi anni di vita cresce velocemente, circa 2 metri l’anno, meno con l’avanzare dell’età. In pieno vigore vegetativo raggiunge un’altezza media di 10 metri.

Ha una robusta radice e profonda che tiene la pianta ancorata saldamente al terreno. Ha una chioma molto decorativa, espansa, tondeggiante e variamente ramificata.

Le foglie, simili a quelle del Frassino o dell’Alloro, sono caduche, opposte e imparipennate, con forma ovale-lanceolata, apice appuntito, lamina fogliare coriacea, intensamente aromatica e di colore verde scuro.

I fiori sono piccoli, di colore bianco-crema e raggruppati in una vistosa infiorescenza a corimbo che emana un intenso profumo mielifero. Come tutte le piante monoiche la Evodia porta contemporaneamente fiori maschili e femminili durevoli e soprattutto ricchissimi di nettare che costituiscono una notevole risorsa per le api: il nettare di soli tre fiori di Evodia è sufficiente a riempire la loro sacca melaria (generalmente occorrono  ottanta fiori).

I frutti sono capsule di colore arancione o rosso bruno, suddivise in 4 a 5 valve. A maturazione le capsule secche si aprono assumendo una forma a stella e liberano sul terreno semi fertili molto apprezzati dagli uccelli.

I semi dell’Evodia sono ellittici, duri, lucidi e di colore nero. Possono essere raccolti e conservati in un luogo freddo fino al momento della semina.

Fioritura

L’Evodia fiorisce dall’estate inoltrata fino all’inizio dell’autunno talvolta anche fino ad ottobre.

Coltivazione dell’Evodia daniellii o Albero del miele

Esposizione

L’Evodia è un albero che ama il pieno sole tuttavia cresce bene anche nelle zone ombreggiate anche se produce una fioritura meno abbondante. Sopporta bene il caldo ed è molto resistente al freddo infatti da adulta sopravvive senza problemi alle basse temperature invernali fino a -20° C, soprattutto se ben stabilizzata nella sua dimora. La pianta giovane, invece va protetta dalle gelate invernali e dai venti forti e dal pieno sole nelle ore più calde del giorno.

Terreno

L’Evodia anche se non necessita di un particolare tipo di terreno cresce meglio in quello argilloso o sabbioso, povero o ricco di sostanza organica e ben drenato.

Annaffiature

L’Evodia adulta grazie al suo robusto e profondo apparato radicale si accontenta delle acque piovane e resiste bene anche a lunghi periodi di siccità. Va irrigata con regolarità se è giovane o impiantata da poco, specialmente nei mesi estivi, evitando i ristagni idrici e facendo attenzione a non bagnare il fogliame. In estate le innaffiature vanno effettuate sempre al tramonto o nelle prime ore del mattino.

Concimazione

Il terreno di coltivazione va arricchito di nutrienti nei primi anni di vita della pianta poi sporadicamente, utilizzando fertilizzanti organici.

Evodia-Albero del miele

Evodia: coltivazione in vaso

Questa splendida pianta mellifera può essere coltivata all’ingresso della casa, sul balcone o nel cortile, in un vaso largo e profondo, riempito con terriccio specifico di alta qualità e ricco di nutrienti. Va annaffiata con maggiore frequenza rispetto a quella coltivata in piena terra e concimata con un fertilizzante organico specifico per piante fiorite.
La coltivazione in vaso non è però definitiva, in quanto come detto precedentemente la pianta cresce rapidamente raggiungendo dimensioni notevoli.

Rinvaso

Si effettua ogni anno fin quando è possibile per consentire un regolare sviluppo della radice e anche della chioma. Va utilizzato un vaso via via più grande e nuovo terriccio fresco e fertile. Quando poi le dimensioni del vaso e quelle raggiunte dalla pianta stessa non consentono un agevole rinvaso allora la Evodia va trapiantata in piena terra. In alternativa si possono rinnovare solo i primi 3 cm di terreno facendo attenzione a non traumatizzare le radici.

Moltiplicazione dell’Evodia – Albero del miele

La riproduzione avviene per seme.

Semina

I semi dell’Evodia sono rivestiti da un tegumento duro ed impermeabile quindi per avere successo nella semina primaverile è importante interrompere la loro dormienza. Per favorire la germinazione vanno conservati dopo la raccolta in un luogo freddo e, prima della semina, vanno fatti ammollare in un thermos contenente acqua calda, per almeno 24 ore per ammorbidire il tegumento che li riveste.

I semi vanno poi messi a germinare in un cassone con terriccio tenuto sempre umido, posto per 15 giorni a temperatura costante di 20° C e poi spostato all’aperto in un luogo freddo e non soleggiato fino alla comparsa dei germogli. Quando le giovani piantine raggiungono un’altezza di circa 10 centimetri si trapiantano con delicatezza in piena terra o in vasi molto grandi. I fiori verranno prodotti a partire dal 4° anno.

Impianto o messa a dimora

La Evodia può essere messa a dimora in qualsiasi periodo dell’anno anche se è preferibile aspettare la primavera o il periodo in cui le gelate notturne sono del tutto scongiurate e le temperature diurne e notturne si mantengono costantemente sopra lo zero.
Le piante vanno poste in una buche ben drenate sul fondo e molto più grandi del pane di terra che avvolge l’apparato radicale. Dopo il trapianto vanno irrigate spesso nelle prime due settimane e poi solo al bisogno facendo attenzione ad evitare i ristagni d’acqua. Possono essere piantate singolarmente o in filari a distanza di 7 metri l’una dall’altra.

Potatura

La potatura dell’Evodia va fatta solo nei primi anni di vita al fine di favorire una crescita regolare e conferire un’armonia di forma alla chioma. In primavera si accorciano tutti i rami fino all’altezza di due metri e si recidono di netto quelli secchi.

Parassiti e malattie dell’Albero del miele

L’albero del miele è molto resistente ai parassiti ma come tante altre piante è particolarmente sensibile al marciume delle radici se il terreno di coltivazione non è ben drenato.

Tra le malattie fungine soffre la Rhizoctonia un fungo che attacca le radici e la corteccia alla base dell’albero e che generalmente si manifesta nelle piante giovani in seguito a stress idrici o a troppa acqua.

Cure e trattamenti

Le piante giovani di Evodia temono il gelo pertanto le radici vanno protette con uno strato di materiale pacciamante e una volta adulte e ben acclimatate non necessitano di manutenzione e neanche di trattamenti fitosanitari.

Albero del miele

Usi

L’albero del miele è apprezzato come ornamentale, a scopo terapeutico e soprattutto come fonte di nettare estiva-autunnale per le api.

A scopo ornamentale, l’Evodia viene coltivata in qualunque giardino e in grandi vasi per il suo portamento elegante e per bellezza della sua prolungata fioritura.

Nella medicina tradizionale cinese e giapponese tutte le parti della pianta, semi, foglie, frutti e polline, vengono usati a scopi terapeutici per aumentare le difese immunitarie, curare emicranie, dissenteria e preparare farmaci antibatterici e antivirali.

Nei luoghi di origine il legno di Evodia, duro ma molto elastico, viene utilizzato per la realizzazione di manici, utensili vari e attrezzi da lavoro.

L’albero del miele, è molto apprezzato dagli apicoltori perchè grazie alla sua fioritura tardiva, è una fonte di sostentamento per le api in un periodo in cui mancano le altre fioriture.

Inoltre il profumo intenso e aromatico emanato dalle foglie di Evodia è un ottimo repellente naturale per tenere lontani gli insetti dalle proprie abitazioni.

Curiosità

L’Evodia Tetradium Daniellii è considerata anche un fossile vivente, infatti secondo quanto riportato in un libro di medicina pare che in Cina era gia nota fin dal 220 a.C. Il miele veniva assunto dai nativi per curare malattie dell’apparato digerente e in caso di indigestione.

La specie viene chiamata comunemente Albero del miele in riferimento alla sua abbondante e significativa produzione di nettare e anche albero delle api.

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