Artiglio del diavolo – Harpagophytum procumbens


Artiglio del diavolo

L’artiglio del diavolo è una pianta officinale dalle note proprietà antireumatiche facile da coltivare a scopo ornamentale si in vaso sia in piena terra nelle aiuole dei giardini.


Caratteristiche dell’Artiglio del diavolo – Harpagophytum procumbens

L’artiglio del drago, Harpagophytum procumbens, è una pianta erbacea perenne  della famiglia delle Pedaliacee, originaria del sud Africa dove è diffusa allo stato selvatico o rustico nelle zone desertiche del Kalahari soprattutto in Namibia e in Botswana.

La pianta dell’artiglio del diavolo è provvista di una  caratteristica radice tuberosa e carnosa che aderisce saldamente al terreno mediante uncini ispidi e resistenti simili agli artigli di un drago.

I fusti striscianti o rampicanti, di colore verde scuro, si originano ogni anno direttamente dai tuberi non appena le condizioni ambientali sono favorevoli, generalmente dopo le prime piogge. La parte aerea della pianta secca non appena le temperature iniziano sensibilmente a diminuire e puntualmente nella primavera successiva vengono ricacciati nuovi germogli sani e vigorosi.

Le foglie anch’esse di colore verde scuro sono lobate e carnose e sono inserite sugli steli mediante brevi piccioli.

Artiglio del diavolo Arpagofito

Durante il periodo della fioritura  nelle intersezioni delle ascelle fogliari compaiono vistosi fiori di colore viola-porpora.

I frutti sono capsule ovoidali frastagliate munite di vistosi uncini di consistenza legnosa. Quando maturano  si aprono liberando solo parte dei numerosi semi racchiusi nel loro interno.

I semi sono molto germinativi e dotati anche di un alto grado di dormienza. Se conservati in ambiente idoneo possono rimanere vitali per più di 20 anni.

Fioritura dell’artiglio del diavolo: la pianta fiorisce in estate.

Coltivazione dell’artiglio del diavolo  – Arpagofito

  • Esposizione: ama i luoghi soleggiati ben riparati dai venti. Predilige il clima caldo, non tollera quello umido e soffre il freddo e le gelate notturne.
  • Terreno: è una pianta che predilige terreni particolarmente sciolti e ben drenati. Il substrato ideale di coltivazione e quello sabbioso misto ad un po’ di terriccio per piante grasse.
  • Annaffiature: l’artiglio del diavolo è una pianta poco esigente di acqua e le irrigazioni vanno fatte con moderazione solo al momento della semina, nei periodi di prolungata siccità e in estate. L’irrigazione va sospesa del tutto in inverno stagione in cui la pianta è a riposo vegetativo.
  • Concimazione: per produrre fiori e frutti in abbondanza la pianta necessita di un terreno ricco di sostane nutritive e pertanto poco prima della semina, è opportuna una somministrazione di stallatico ben maturo.

Artiglio del diavolo-Arpagofito-fiori

Moltiplicazione dell’Artiglio del Diavolo

La riproduzione dell’ Arpagofito avviene per seme in primavera.

La semina si effettua direttamente a dimora interrando i semi su suolo sabbioso e ben drenato per evitare dannosi ristagni idrici.

Potatura

Gli interventi di potatura sulle  piante dell’artiglio del diavolo vanno fatti solo per eliminare parti danneggiate dal freddo e quelle eventualmente attaccate dai parassiti.

Raccolta

Le radici si raccolgono in autunno e dopo averle tagliate a fette si fanno essiccare in un luogo ombreggiato e ben arieggiato e successivamente lavorate per preparare pomate, creme, gel, compresse, da utilizzare a scopo medicinale.

Parassiti e malattie dell’artiglio del diavolo – Arpagofito

Si tratta di una pianta resistente agli attacchi dei comuni parassiti animali e, tra le malattie fungine, teme il marciume delle radici causato dai ristagni idrici e il mal bianco o oidio se il clima è troppo umido.

Cure e trattamenti

La pianta dell’artiglio del diavolo a dimora in piena terra va protetta dal freddo e dalle gelate notturne con una pacciamatura di paglia mentre quella coltivata in vaso va trasferita al riparo di tettoie. I trattamenti fitosanitari vanno praticati solo in caso di necessità.

Artiglio del diavolo-Coltivaione

Proprietà dell’artiglio del diavolo

La radice di questa pianta dall’aspetto particolare ed insolito contiene principi attivi ad azione  antinfiammatoria e antireumatica utilizzati già dagli antichi Popoli nella preparazione di unguenti e pomate fitoterapiche. Anche oggi, con gli estratti della radice dell’artiglio del diavolo si preparano pomate, creme, gel, compresse per la cura dei reumatismi, dell’artrite reumatoide, delle tendiniti, delle contusioni, dei dolori di schiena, del torcicollo e di altre infiammazioni muscolari.

L’estratto secco della radice dell’artiglio del diavolo viene consigliato per favorire l’eliminazione dell’acido urico e come rimedio naturale nel trattamento della gotta.

Applicazioni dell’ Artiglio del diavolo

Il gel formulato da un’alta concentrazione di estratti dalla radice viene consigliato per il trattamento dei dolori articolari e muscolari. Si applica, 1 o 3 volte al giorno, sulle zone doloranti, mani, ginocchia o schiena e si massaggia delicatamente fino al completo assorbimento.

Come capsule o compresse, l’artiglio del diavolo viene spesso consigliato come tonico in caso di indigestione; in questi casi, però, l’assunzione deve avvenire sotto stretto controllo medico e in generale per periodi di tempo ridotti, per evitare intossicazioni.

Sotto forma di pomata l’artiglio del diavolo vien consigliato come antinfiammatorio nella cura delle tendiniti, nelle infiammazioni cervicali  in quelle articolari a carico della colonna vertebrale e nelle infiammazioni del nervo sciatico.

Radice-artiglio del diavolo

Controindicazioni dell’artiglio del diavolo  – Arpagofito

Anche se si tratta di una pianta non velenosa o tossica, l’artiglio del diavolo non va utilizzato dai diabetici, dai soggetti che soffrono di pressione alta, dalle donne durante il periodo della gravidanza e dell’allattamento e soprattutto da coloro sotto cura di specifiche terapie farmacologiche e da chi fa uso di alcol.

Avvertenze: prima di usare l’artiglio del diavolo è opportuno consultare il proprio medico curante e in caso di reazioni allergiche indesiderate interrompere immediatamente l’uso.

Utilizzi della pianta dell’artiglio del diavolo a scopo ornamentale

In giardino può essere usata come pianta tappezzante e come pianta da fiore. La coltivazione  però  è sconsigliata nei giardini in cui sono presenti cani, gatti per evitare che questi o altri animali domestici, possano riportare  gravi e dolorose lesioni qualora dovessero venire a contatto con gli uncini dei frutti.

Curiosità dell’artiglio del diavolo  – Arpagofito

La coltivazione della pianta dell’artiglio del drago venne introdotta in Europa dai coloni del vecchio continente che avevano avuto modo di apprezzare le sue benefiche proprietà quando la sera, potevano alleviare i dolori articolari della schiena spezzata dalla fatica, con applicazioni di unguenti preparati dagli indigeni.

Il nome comune della pianta è riferito alla particolare struttura del frutto che presenta numerosi bracci coronati da una serie di uncini affilati come gli artigli di un drago. Il nome scientifico Harpagophytum, invece  deriva dal greco harpago che  letteralmente significa uncino da arrembaggio.

Tra gli altri nomi della pianta si annoverano:

  • Arpagofito,
  • Legatapitsi,
  • Woodspider,
  • Tubercule de griffe du diable,
  • Devil´s claw.
LauraB
  • Redattore specializzato in Casa e Giardinaggio
  • Scrittore e Blogger

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