Papaccelle sott’aceto
Le papaccelle, chiamate a Napoli con il termine pupacchielle, sono un particolare tipo di peperone corto e con molto polpa, dal sapore dolce, che vengono solitamente utilizzate per accompagnare secondi piatti di carne. Conservate sott’aceto, permettono di avere a disposizione sempre una scorta per accompagnare le pietanze. Possono rimanere a riposo per periodi molto lunghi senza alcun problema.

Preparazione delle papaccelle o pupacchielle sott’aceto
- Per prima cosa bisogna sterilizzare i barattoli facendoli bollire in una pentola piena d’acqua per circa 10 minuti calcolando il tempo dal momento in cui l’acqua entra in ebollizione. Si spegne il fuoco e si lasciano raffreddare. Si estrae i barattoli dall’acqua e si fanno asciugare capovolti su un canovaccio pulito. Lavate le papaccelle in acqua fredda.

Photo by Pexels User – Pexels Leggi anche Papaccelle imbottite - Poi fatele scolare ed asciugatele ben bene con un canovaccio pulito o carta assorbente da cucina. Recidete i peduncoli troppo lunghi.

Photo by Rufina Rusakova – Pexels - Prendete i barattoli sterilizzati e sistematevi le papaccelle intere, aggiungete il sale fino o quello grosso e poi coprite con l’aceto di vino bianco fino a 1 cm dall’orlo del barattolo. Per impedire che le papaccelle galleggino sull’aceto, conviene utilizzare una retina di plastica che poggiata su di esse le tiene completamente sommerse.

Photo by Gu Ko – Pexels - A questo punto, si tappano i barattoli con i tappi perfettamente sterilizzati. Si attacca l’etichetta con la data di preparazione e si conservano i barattoli in un posto fresco. Dopo circa due mesi, le papaccelle saranno pronte e potranno essere consumate per preparare piatti sfiziosi come la pasta con le pupacchielle, fritte per accompagnare la carne di maiale o tagliate a fettine per arricchire l’insalata di rinforzo, un’insalata a base di cavolfiore di antica tradizione napoletana che si prepara per le feste natalizie o per decorare il baccalà all’insalata.

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Consigli
Le papaccelle si possono conservare anche tagliate a metà: in questo caso vanno ripulite dai semi interni.
Si prepara una soluzione calda di aceto e sale e con essa si ricoprono le papaccelle sempre fino a 1 cm dall’orlo del barattolo.
Si conservano in un luogo buio e fresco e in questo caso le pupacchielle o i peperoni sott’aceto potranno essere utilizzate anche dopo 1 mese dalla data di preparazione.
Curiosità
Le papaccelle fanno parte della famiglia dei peperoni, grandi quanto dei pomodori di medie dimensioni e possono possono essere consumate fresche, arrostite, saltate in padella, oppure al forno, fritte in padella e farcite con un ripieno che si usa anche per i classi peperoni: alici salate, olive, mollica di pane, uvetta, pinoli, aglio a pezzetti, pomodorini del Piennolo, capperi e formaggio pecorino romano grattugiato: Papaccelle imbottite.
Il consumo delle papaccelle sott’aceto (come altre varietà di sott’aceto), è consigliato in tutte le diete dimagranti in quanto stimolando il metabolismo, aiutano a bruciare i grassi, migliorano la digestione.
Inoltre il consumo di questi alimenti viene consigliato anche per facilitare il transito intestinale, stimolare la motilità, per contrastare la fastidiosa flatulenza e i problemi legati al reflusso gastro-esofageo , per ripristinare l’equilibrio acido-base del nostro organismo e a limitare la comparsa di dolori a carico delle articolazioni.
Le papaccelle sono particolari tipi di peperoni corti e polposi riconosciuti come prodotti agroalimentari tipici della Campania soprattutto delle zone del Napoletano dove vengono chiamate semplicemente Pupacchielle.
Le piante di poco più piccole di quelle dei peperoni si possono coltivare nell’orto e facilmente anche in vaso e raccolte in piena maturazione da luglio ad ottobre.