Papaccelle sott’aceto
Le papaccelle, chiamate a Napoli con il termine pupacchielle, sono un particolare tipo di peperone corto e con molto polpa, dal sapore dolce, che vengono solitamente utilizzate per accompagnare secondi piatti di carne. Conservate sott’aceto, permettono di avere a disposizione sempre una scorta per accompagnare le pietanze. Possono rimanere a riposo per periodi molto lunghi senza alcun problema.
Guarda il video
Preparazione delle papaccelle o pupacchielle sott’aceto
La preparazione delle papaccelle sott’aceto è davvero molto semplice, basta scegliere quelle prive di ammaccature, o lesioni e possibilmente provenienti da agricoltura biologica.
1.Per prima cosa bisogna sterilizzare i barattoli facendoli bollire in una pentola piena d’acqua per circa 10 minuti calcolando il tempo dal momento in cui l’acqua entra in ebollizione.
2.Si spegne il fuoco e si lasciano raffreddare.
3.Si estrae i barattoli dall’acqua e si fanno asciugare capovolti su un canovaccio pulito.
4.Lavate le papaccelle in acqua fredda.
5.Poi fatele scolare ed asciugatele ben bene con un canovaccio pulito o carta assorbente da cucina.
6.Recidete i peduncoli troppo lunghi.
7.Prendete i barattoli sterilizzati e sistematevi le papaccelle intere, aggiungete il sale fino o quello grosso e poi coprite con l’aceto di vino bianco fino a 1 cm dall’orlo del barattolo.
8.Per impedire che le papaccelle galleggino sull’aceto, conviene utilizzare una retina di plastica che poggiata su di esse le tiene completamente sommerse.
9.A questo punto, si tappano i barattoli con i tappi perfettamente sterilizzati.
10.Si attacca l’etichetta con la data di preparazione e si conservano i barattoli in un posto fresco.
Dopo circa due mesi, le papaccelle saranno pronte e potranno essere consumate per preparare piatti sfiziosi come la pasta con le pupacchielle, fritte per accompagnare la carne di maiale o tagliate a fettine per arricchire l’insalata di rinforzo, un’insalata a base di cavolfiore di antica tradizione napoletana che si prepara per le feste natalizie o per decorare il baccalà all’insalata.
Consigli sulle papaccelle
Le papaccelle si possono conservare anche tagliate a metà: in questo caso vanno ripulite dai semi interni.
Si prepara una soluzione calda di aceto e sale e con essa si ricoprono le papaccelle sempre fino a 1 cm dall’orlo del barattolo.
Si conservano in un luogo buio e fresco e in questo caso le pupacchielle o i peperoni sott’aceto potranno essere utilizzate anche dopo 1 mese dalla data di preparazione.
Potete utilizzare le papaccelle anche per preparare questa deliziosa e sfiziosa ricetta: Papaccelle in agrodolce fritte con uva passa, zucchero e pinoli.
Curiosità sulle papaccelle
Le papaccelle fanno parte della famiglia dei peperoni, grandi quanto dei pomodori di medie dimensioni e possono possono essere consumate fresche, arrostite, saltate in padella, oppure al forno, fritte in padella e farcite con un ripieno che si usa anche per i classi peperoni: alici salate, olive, mollica di pane, uvetta, pinoli, aglio a pezzetti, pomodorini del Piennolo, capperi e formaggio pecorino romano grattugiato: Papaccelle imbottite.
Il consumo delle papaccelle sott’aceto (come altre varietà di sott’aceto), è consigliato in tutte le diete dimagranti in quanto stimolando il metabolismo, aiutano a bruciare i grassi, migliorano la digestione.
Inoltre il consumo di questi alimenti viene consigliato anche per facilitare il transito intestinale, stimolare la motilità, per contrastare la fastidiosa flatulenza e i problemi legati al reflusso gastro-esofageo , per ripristinare l’equilibrio acido-base del nostro organismo e a limitare la comparsa di dolori a carico delle articolazioni.
Curiosità
Le papaccelle sono particolari tipi di peperoni corti e polposi riconosciuti come prodotti agroalimentari tipici della Campania soprattutto delle zone del Napoletano dove vengono chiamate semplicemente Pupacchielle.
Come il classico peperone, la Pupacchiella o Papaccella, appartiene alla famiglia delle Solanacee.
Le piante di poco più piccole di quelle dei peperoni si possono coltivare nell’orto e facilmente anche in vaso e raccolte in piena maturazione da luglio ad ottobre.












