Superbonus, Poste dice stop alla cessione dei crediti, per sempre

Autore:
Angelo Caprio
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Tempo di lettura: 4 minuti

Poste annuncia la chiusura alla cessione dei crediti derivanti dai bonus casa a partire dal 30 maggio. Una conseguenza di quanto stabilito dal nuovo Decreto Legge Superbonus.

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Bonus, Casa
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Poste blocca definitivamente la cessione dei crediti per bonus casa

La notizia era ormai nell’aria da diversi giorni. Ora è diventata anche ufficiale: Poste Italiane chiude i rubinetti in tema di cessione dei crediti derivanti dai vari Bonus Casa messi a disposizione dallo Stato per i privati che decidono di migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile e il comfort.  L’annuncio arriva direttamente dal sito on-line di Poste attraverso uno scarno comunicato nel quale si legge

non è più possibile effettuare nuove richieste di cessione di crediti d’imposta.

Per la verità il blocco della cessione dei crediti e dello sconto in fattura era stato già imposto nei primi mesi dell’anno 2023. Il riferimento è dunque alle varie eccezioni e tipologie di lavori per i quali era ancora possibile procedere in tal senso.

Ristrutturazioni
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Decisione presa subito dopo il Decreto Superbonus

Non si sono fatte attendere le più che ipotizzabili conseguenze del Decreto Legge Superbonus. A distanza di poche ore dall’approvazione,  Poste ha annunciato la chiusura istantanea della cessione dei crediti. Il motivo è legato alle novità introdotte dal decreto con particolare riferimento a una serie di vincoli e restrizioni che rendono ancora più complessa la cessione dei crediti per quanto riguarda i vari sconti fiscali previsti per ristrutturazione edili di vario genere.

Il mercato delle cessioni dei crediti dunque è bloccato e questo penalizza i grandi gruppi bancari e le aziende che hanno “in pancia” tanti crediti da dover “smaltire”. Tra l’altro, il governo ha deciso con il decreto di non consentire più alle banche, a partire dal 2025, di poter utilizzare i crediti per compensare i vari debiti previdenziali e contributivi in essere.

Non a caso l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), all’indomani dell’approvazione del decreto, aveva lanciato un grido d’allarme sull’impossibilità per le banche nel poter continuare acquisire crediti. Insomma, il rischio concreto è che si vada a congestionare l’intero comparto edilizio ed immobiliare.

La precisazione da parte di Poste e le altre novità

Il blocco annunciato da Poste non è retroattivo. Questo significa che tutte le procedure di cessione del credito già in essere saranno portate avanti. I clienti potranno continuare a inviare le documentazioni richieste per completare l’iter previsto. Tuttavia le proposte arrivate prima del 30 maggio e ancora in fase di valutazione potrebbero essere accettate oppure no. Infatti, l’azienda si riserva la facoltà di poter decidere in base alla specifica situazione.

Il decreto ha introdotto tante novità che certamente hanno fatto storcere il naso a chi deve smaltire ulteriori crediti. A partire dal 2015 per le spese sostenute nel corso del 2024 la detrazione dovrà essere spalmata in ulteriori dieci anni e non più in quattro o cinque.

Tra l’altro, va aggiunto che sempre dal 2025 tutti i crediti che sono stati acquistati a prezzi scontati varranno ripartiti in sei rate annuali. Questi crediti non potranno neppure essere ceduti oppure ripartiti.

Si prevedono, inoltre, tempi duri per quanti vogliono sfruttare gli incentivi fiscali perché dal 2025 il bonus ristrutturazione non sarà più del 50% ma scenderà al 36%, per poi assestarsi al 30% tra il 2028 e il 2033.

Stop crediti Superbonus per Poste Italiane: foto e immagini