Stufe e camini: dove rischi una multa se li accendi
Utilizzare stufe e camini in casa potrebbe far ricevere una multa: in molte parti d’Italia, infatti, stufe e camini a legna sono soggetti a limiti e divieti. Il motivo? Ridurre l’inquinamento: ecco quali sono le zone della Penisola dove accendere stufe e camini in casa può far rischiare una sanzione salata.
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L’inverno è ormai arrivato e il freddo si fa sentire. Tutta la Penisola ha acceso i riscaldamenti ma, nonostante ciò, alcuni preferiscono scaldare la propria casa con stufe e camini, preferendo il calore naturale della legna che arde. C’è anche chi utilizza questo sistema per risparmiare, e chi lo adotta in aggiunta al riscaldamento a gas, ma a differenza di quanto si possa pensare, non è sempre consentito farlo, non in alcune regioni almeno. Negli ultimi anni, per ridurre l’inquinamento, sono stati introdotti limiti e divieti all’utilizzo di stufe e camini in casa.
Nonostante la legna sia un combustibile naturale, produce molte polveri sottili, che risultano essere particolarmente pericolose per la salute, e che vanno ad intaccare notevolmente la qualità dell’aria. Proprio quando questa qualità è compromessa a livello urbano e regionale, le autorità possono imporre uno stop all’utilizzo delle apparecchiature che inquinano di più. Se si contravviene a questo stop si rischia una multa anche molto salata: ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.
Stufe e camini in casa

In Italia ci sono 4 regioni che hanno imposto restrizioni piuttosto severe all’utilizzo di stufe e camini a legna. Si tratta, in particolare, dei territori che aderiscono all’accordo del bacino padano, volto a ridurre le emissioni e l’inquinamento dell’aria:
- Lombardia,
- Piemonte,
- Veneto,
- Emilia-Romagna.
A causa delle condizioni climatiche che caratterizzano queste aree, il ristagno degli agenti inquinanti è maggiore rispetto ad altre parti d’Italia, motivo per cui le misure sono più vincolanti e severe, in particolare da ottobre a marzo. Accendere il riscaldamento a legna in casa non è vietato, ma si devono avere diverse accortezze, soprattutto per quanto riguarda il tipo di impianto che si utilizza. In particolare, gli impianti seguono una classificazione da 1 a 5 stelle che tiene conto dell’impatto sull’ambiente, in cui un numero basso di stelle equivale ad un apparecchio molto inquinante. I divieti assoluti riguardano gli impianti fino a 2 stelle, mentre quelli che hanno 3 stelle hanno l’obbligo di fermarsi nei periodi di emergenza smog. Chi possiede un impianto a 4 o 5 stelle, può quindi accendere liberamente sia camini che stufe.
Sanzioni e divieti

I divieti e le sanzioni scattano in base ai livelli di allerta, che ogni amministrazione locale può attivare in base ai dati sulla qualità dell’aria. In questo senso esistono il livello base (che limita gli impianti a 1 e 2 stelle), il livello arancione (vieta anche gli impianti a 3 stelle) e quello rosso (introduce ulteriori restrizioni e controlli più serrati). Per quanto riguarda invece le sanzioni che si possono ricevere se si viene colti in flagrante, queste variano in base alla normativa locale, e possono andare dai 100 ai 500 euro per un uso scorretto degli apparecchi o se si utilizzano apparecchi vietati, oppure arrivare fino a 5.000 euro se gli impianti risultano non dichiarati o non conformi.
Oltre ad informarsi riguardo la propria normativa di riferimento, il modo più semplice per non incorrere in sanzioni è, quindi, acquistare impianti moderni e non inquinanti, per cui si possono sfruttare i vantaggi del Conto Termico o del Bonus Green (in scadenza al 31 dicembre 2025).