Conto Termico 3.0: rimborso fino al 65%
Lo scorso 7 agosto è stato pubblicato il decreto attuativo del cosiddetto Conto Termico 3.0. Dopo quasi 10 anni dall’ultima versione, il bonus casa interamente dedicato all’efficientamento energetico degli edifici torna a far felici gli italiani: privati, imprese e pubbliche amministrazioni potranno ottenere fino al 65% della spesa con un pagamento immediato.

Del Conto Termico 3.0 si parla da tanto tempo, che sembra quasi un’utopia vederlo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. In base a quanto annunciato, il bonus sarà operativo a Natale 2025, come un regalo ben impacchettato. E proprio di un bel regalo si tratta, considerando che, a differenza degli altri bonus edilizi, il Conto Termico permette di recuperare immediatamente una parte della spesa sostenuta, senza dover attendere anni e anni. Il pagamento, infatti, avviene direttamente sul conto corrente del richiedente (che non ha limiti di reddito o vincoli rispetto al tipo di immobile per cui lo usa) e può essere saldato in un’unica tranche fino a 15.000 euro.
L’agevolazione copre fino al 65% della spesa in base alla potenza dell’impianto, all’efficienza del prodotto e alla localizzazione geografica e, per gli importi superiori a 15.000 euro, viene erogato con un pagamento rateale con al massimo 5 tranche. Insomma, un’occasione da non perdere. Quali sono però gli interventi che rientrano nel suo raggio d’azione? Questi variano in base al richiedente, e sono di gran lunga maggiori rispetto a quelli previsti per le edizioni del 2012 e del 2016.
Conto Termico 3.0

Il Conto Termico 3.0 si rivolge sia ai cittadini privati che alle imprese e alle Pubbliche Amministrazioni. Per ciascuna categoria sono previsti diversi interventi agevolabili. In particolare, i cittadini privati possono utilizzare il bonus per:
- sostituire i vecchi impianti con pompe di calore, sistemi ibridi o a biomassa,
- installare il solare termico,
- sostituire scaldacqua elettrici o a gas con modelli a pompa di calore.
Le imprese e le pubbliche amministrazioni hanno un ventaglio di opzioni più ampio che, oltre a quanto appena esposto, include anche cappotti termici, sostituzione degli infissi, schermature solari, sistemi di illuminazione efficiente, building automation, colonnine di ricarica e impianti fotovoltaici con accumulo. Inoltre, gli enti del Terzo Settore, assimilati alle PA, possono accedere agli incentivi sia sugli edifici residenziali che su quelli non residenziali.
Una platea più ampia

Il Conto Termico 3.0 ha come obiettivo principale quello di migliorare l’efficienza energetica degli edifici già esistenti, e di farlo in maniera decisamente più ampia rispetto alle due edizioni precedenti. L’inquinamento è alle stelle in Italia, e i maggiori produttori di emissioni inquinanti sono proprio gli edifici più datati, che grazie a questa agevolazione possono intervenire e migliorare la propria efficienza energetica. Infatti, a differenza delle edizioni del 2012 e del 2016, il nuovo Conto Termico che arriverà a Natale permetterà di far rientrare tra le spese agevolabili, oltre alla semplice fornitura e posa in opera degli impianti, anche la progettazione, le diagnosi energetiche, gli attestati di prestazione energetica, i sistemi di accumulo e le infrastrutture di ricarica.
Inoltre, è importante sapere che gli edifici pubblici dei piccoli comuni e le scuole e le strutture sanitarie possono sfruttare il bonus fino al 100% delle spese ammissibili. Infine, è ammessa anche la demolizione e ricostruzione di edifici pubblici come Nzeb, con un aumento volumetrico fino al 25% anche in un sito diverso, a patto che sia nello stesso Comune e rientri in un progetto integrato. Non resta quindi che attendere le regole applicative e le modalità di presentazione delle domande dal Gse!