Inquinamento alle stelle: al via il Piano Qualità dell’Aria

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Il Piano d’Azione Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria è un programma da 2,4 milioni di euro che ha come obiettivo la riduzione dell’inquinamento atmosferico in Italia. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale a giugno 2025, il Piano prevede importanti novità nel campo del riscaldamento civile, ma non solo.

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Photo by geralt – Pixabay

Le direttive europee in fatto di tutela dell’ambiente risultano piuttosto difficili da rispettare per l’Italia, in particolar modo nella qualità dell’aria. Ci sono alcune aree del territorio italiano, infatti, che faticano a ridurre l’inquinamento atmosferico e che hanno causato l’avvio di ben 3 procedure d’infrazione per il superamento sistematico dei limiti di PM10 e biossido di azoto (NO2). Nello specifico, le aree più problematiche sono gli agglomerati urbani e le città della Pianura Padana.

Proprio per risolvere il problema, e per evitare sanzioni economiche da parte dell’UE, a giugno è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Piano d’Azione Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria, un programma da 2,4 miliardi di euro volto a ridurre l’inquinamento atmosferico proprio nelle zone di maggiore criticità, seguendo i dettami delle direttive europee. Per raggiungere l’obiettivo, il Piano prevede un’azione mirata in quattro ambiti prioritari:

  • agricoltura,
  • mobilità sostenibile,
  • riscaldamento civile,
  • azioni trasversali di sistema.

Miglioramento della qualità dell’aria

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Photo by ri – Pixabay

Per migliorare la qualità dell’aria in Italia, gli interventi urgenti da mettere in atto sono numerosi. Focalizzandosi esclusivamente sul riscaldamento civile, il Piano prevede un rafforzamento dei controlli sugli impianti esistenti e un aggiornamento delle classi di qualità. Inoltre, si paventa anche una modifica della normativa vigente, in quanto è necessario consentire a livello legislativo la commercializzazione di biocombustibili legnosi certificati e garantire agli utenti una maggiore informazione riguardo la corretta gestione degli impianti termici civili alimentati con questi sistemi.

Il Piano prevede di intervenire anche sulle ispezioni. In particolare, semplificandone il sistema e rendendo più efficienti gli aggiornamenti. Anche l’accatastamento e il tracciamento dei nuovi impianti termici civili ha bisogno di un update, e si parla di apporre dei QR code sulle confezioni di vendita per rendersi conto effettivamente di quanti nuovi impianti vengono acquistati e installati in Italia, con che frequenza e da chi. Questo, a cascata, servirà per determinare quali incentivi erogare per la sostituzione dei generatori di calore, e a chi rivolgerli.

Gli incentivi per il riscaldamento

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Come è ormai ben noto, nella transizione verde in Italia gioca un ruolo importantissimo il riscaldamento degli edifici, che siano questi pubblici o privati. Moltissime costruzioni italiane hanno ancora una classe energetica bassissima (F o G), e gli impianti di riscaldamento provocano emissioni abbondantissime e, con le nuove tecnologie, decisamente eccessive e inutili. Inoltre, i costi di sostituzione risultano inaccessibili per una fetta più che consistente di popolazione. Per questo, uno dei pilastri su cui si fonda il Piano d’Azione Nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria riguarda proprio il riscaldamento civile e i suoi incentivi.

In questo ambito, grazie ai fondi del Piano, il governo intende promuovere nuove misure per permettere ai cittadini di sostituire i vecchi impianti con sistemi qualitativamente migliori e pompe di calore, eventualmente accoppiati con impianti fotovoltaici. In particolare, si parla di un finanziamento cumulabile con il Conto Termico, ma i dettagli sono ancora in fase di definizione. Secondo il Piano, infatti, l’avvio dei programmi di incentivi è previsto entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Piano stesso, e durerà 2 anni.

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