Ristrutturazione di primo e secondo livello: cosa cambia

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Cosa cambia tra una ristrutturazione di primo e secondo livello, e perché è così importante capire in quale dei due casi si rientra, quando si interviene sul proprio immobile? Si tratta di una differenziazione essenziale, soprattutto se si intendono richiedere agevolazioni e bonus edilizi, ecco perché.

Ristrutturazione
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Quando si decide di ristrutturare il proprio immobile, sono infiniti i modi in cui si può intervenire per apportare delle modifiche. In base alla profondità dei lavori effettuati e del loro impatto sull’immobile nel suo insieme, si distinguono ristrutturazioni di livelli diversi. In particolare, si distingue tra ristrutturazioni di primo livello e ristrutturazioni di secondo livello, e sapere in quale categoria si rientra è essenziale per il proprietario, soprattutto se intende usufruire dei bonus fiscali e delle agevolazioni in corso.

Per farlo, infatti, il legislatore ha imposto che gli interventi rispettino il Decreto Requisiti Minimi e passino le verifiche previste dal Decreto Requisiti Tecnici. Ecco di cosa si tratta e come capire se la ristrutturazione che si vuole fare rientra nel primo o nel secondo livello e se, di conseguenza, si può avere accesso o meno ai bonus fiscali come il bonus ristrutturazioni. Questo, attivo fino al 31 dicembre 2025, infatti, è riservato esclusivamente alle ristrutturazioni di primo livello.

Ristrutturazioni di primo e secondo livello

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Come anticipato, per poter accedere ai bonus fiscali (tranne dove specificato diversamente), è necessario che la ristrutturazione oggetto dell’agevolazione sia considerata di primo livello. Per rientrare in questa categoria, si devono soddisfare due requisiti indispensabili:

  • i lavori devono coinvolgere più del 50% della superficie disperdente (dove c’è flusso termico);
  • i lavori devono prevedere modifiche all’impianto di riscaldamento (sostituzione della caldaia, interventi ai sottosistemi, ecc.).

Per quanto riguarda invece le verifiche aggiuntive previste dal Decreto Requisiti Tecnici, una ristrutturazione di primo livello deve rispettare gli stessi criteri applicati alle nuove costruzioni sia in termini di impianti, che di prestazione energetica. Se non sussistono questi requisiti, la ristrutturazione non rientra nel primo livello. Fa parte del secondo livello se la percentuale di coinvolgimento è del 25% della superficie disperdente. Per questo livello non ci sono obblighi riguardo gli impianti di riscaldamento.

Come ottenere il bonus fiscale

Come accedere al bonus ristrutturazioni
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Il bonus ristrutturazioni è valido ancora fino al 31 dicembre 2025 e permette di ottenere una detrazione del 50% sugli interventi di primo livello effettuati sulla prima casa. Per la seconda casa la percentuale di detrazione scende al 36%, e in entrambi i casi il tetto massimo della spesa è fissato a 96.000 euro. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo, e per ottenerla oltre a comunicare in dichiarazione dei redditi gli interventi effettuati, si deve passare anche per la comunicazione alla Asl territoriale e all’ENEA.

Per la prima si devono comunicare i dati del committente dei lavori, l’ubicazione degli stessi, le caratteristiche degli interventi, le informazioni dell’impresa edile e la data di inizio del cantiere. Gli stessi dati devono poi essere comunicati anche all’ENEA, entro 90 giorni dal termine dei lavori, ma solamente fintanto che interessano il risparmio energetico e prevedono l’utilizzo di fonti rinnovabili. La data di fine deve coincidere con la dichiarazione di fine lavori a cura del direttore dei lavori, con la data di collaudo (anche se parziale) o con la data della dichiarazione di conformità.

Grazie a questo bonus, oltre che recuperare una parte della spesa, si può anche risparmiare sui futuri costi della bolletta, in quanto le energie green risultano essere decisamente più economiche dei combustibili fossili.

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