Regolarizzazione variante ante ‘77: Salva Casa cambia tutto
Il Decreto Salva Casa cambia tutte le carte in tavola in materia di regolarizzazione variante ante ‘77. Con un’intensa semplificazione, le linee guida del MIT permettono finalmente di sbloccare numerose situazioni, e permettono a milioni di italiani di regolarizzare e sanare le difformità negli immobili costruiti prima del 30 gennaio 1977.

Pochi giorni fa si è tenuto il Quarto Tavolo del Piano Casa, indetto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Nel corso della riunione si sono discussi diversi punti, e alla fine è stata emessa una nota esplicativa e attuativa del Decreto Salva Casa. Le linee guida contenute nella nota del MIT hanno la funzione di semplificare molti iter e procedure che fino ad oggi avevano bloccato le sanatorie di moltissime difformità in Italia. Si tratta di un vero e proprio momento di svolta per il nostro Paese.
Uno dei chiarimenti più importanti è quello che riguarda la regolarizzazione della variante ante ‘77, che grazie al Decreto Salva Casa è stata finalmente semplificata. Come specifica la nota stessa:
Il Mit ha puntato sulla semplificazione delle regole a vantaggio del cittadino; sugli sportelli unici comunali che parleranno con Sovrintendenze e Regioni, evitando che il cittadino giri troppi uffici, potendo sanare anche difformità su immobili vincolati; sulla semplificazione per recupero sottotetti e cambio di destinazione d’uso.
Regolarizzazione variante ante ‘77

Prima del Decreto Salva Casa era quasi impossibile per i cittadini sanare le difformità sorte durante la costruzione degli immobili datati precedentemente al 30 gennaio 1977. Anche le difformità minori infatti, hanno rappresentato da sempre un ostacolo quasi insormontabile per i proprietari che avevano intenzione di vendere casa o semplicemente mettere in regola il proprio immobile. Il 30 gennaio 1977 è entrata in vigore in Italia la legge Bucalossi, che ha subordinato il diritto a costruire ad un titolo edilizio rilasciato dall’amministrazione comunale, previo pagamento di un corrispettivo. Prima invece, non esisteva alcuna procedura in questo senso, motivo per cui molti immobili presentano difformità.
Gli immobili ante ‘77 sono una percentuale altissima in Italia, e sono tantissimi quelli che sono rimasti bloccati nella vendita o nella regolarizzazione proprio a causa di questo nodo burocratico. Il Salva Casa però, cambia tutte le carte in tavola: i cittadini possono ora accedere ad una speciale procedura di regolarizzazione delle parziali difformità compiute nel corso dei lavori attinenti a un titolo rilasciato prima del 30 gennaio 1977. Questa prevede solamente due step:
- presentare una Scia in sanatoria;
- pagare la relativa sanzione.
Quali casi rientrano in questa procedura?

Le linee guida pubblicate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti specificano quali sono i casi di difformità ante ‘77 che rientrano nella procedura speciale di cui sopra. Per poter regolarizzare il proprio immobile tramite suddetta procedura, basta che le varianti da regolarizzare siano state eseguite nell’ambito dei lavori riconducibili ad un titolo rilasciato prima del 30 gennaio 1977, anche se la loro realizzazione è avvenuta successivamente. Riguardo i controlli da parte del Comune invece, la nota specifica che questi non sono chiamati ad effettuare alcuna verifica in ordine alla conformità della variante rispetto alla disciplina urbanistica ed edilizia.
Infine, un paragrafo spetta alle sanzioni da pagare per la sanatoria. Nel dettaglio, queste vanno da un minimo di 1.032 euro ad un massimo di 10.328 euro. Il Decreto Salva Casa, tramite questa procedura e le novità in materia di cambio destinazione d’uso e recupero dei sottotetti, può sbloccare milioni di situazioni in stallo, e aiutare tantissimo il mercato immobiliare.