Mutuo condominiale: vantaggi, regole e quando conviene

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 5 minuti

Quando si parla di mutuo condominiale, spesso si fa l’errore di confonderlo con il mutuo classico, ma questa particolare forma di finanziamento ha caratteristiche e regole diverse. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul mutuo condominiale e su come funziona.

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Le spese straordinarie in un condominio rappresentano sempre una fonte di preoccupazione per i condòmini, dato il loro costo, solitamente alto. Quando i lavori da fare sono tanti e costosi, spesso è difficile trovare le somme necessarie a portarli a termine in poco tempo. In questi casi si può optare per il mutuo condominiale, un particolare tipo di finanziamento pensato appositamente per i condomini, che permette di spalmare la spesa su un lungo periodo di tempo per lavori come la sistemazione della facciata, la riparazione del tetto, il miglioramento dell’efficienza energetica del palazzo o l’installazione di un ascensore.

Il mutuo condominiale segue regole leggermente diverse da quelle dei finanziamenti standard. Ecco tutto quello che c’è da sapere: come funziona, i vantaggi e gli aspetti a sfavore.

Mutuo condominiale

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Un mutuo condominiale è un finanziamento richiesto dal condominio tramite il suo amministratore e serve per sostenere lavori straordinari di grande entità. Si tratta, quindi, di un mutuo che non si intesta ad un singolo proprietario, ma al condominio vero e proprio, e che si ripartisce esattamente come tutte le altre spese comuni: in base ai millesimi di proprietà. Questa è la differenza sostanziale tra il mutuo condominiale e il finanziamento standard, intestato ad un’unica persona: non è personale, ma collettivo. Questo comporta, ovviamente, una responsabilità condivisa da parte di tutti i condomini, il che può rappresentare sia un vantaggio che uno svantaggio, a seconda dei casi:

  • da un lato, il mutuo condominiale permette di effettuare lavori che altrimenti resterebbero bloccati per motivi economici, di rateizzare una spesa pesante, di optare per una gestione del prestito centralizzata, di accedere a soluzioni a tasso fisso con le banche e di avere accesso ai bonus edilizi;
  • dall’altro, rappresenta un impegno a lungo tempo (che pesa se si vuole vendere casa durante il suo pagamento) e richiede uscite extra rispetto alla semplice rata (istruttoria e costi accessori), ma non solo: se qualcuno non paga, saranno gli altri a dover coprire la quota di insoluto, e non lascia spazio alla flessibilità individuale.

Questo vuol dire che tutti i condòmini devono partecipare al pagamento, anche se in fase assembleare hanno votato contro, si sono astenuti o non erano presenti. L’unico caso in cui si può ottenere l’esclusione è se c’è l’unanimità degli altri condòmini (a patto che il mutuo lo permetta).

Richiesta e lavori mutuabili

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Per avviare la richiesta di mutuo, è essenziale l’ok dell’assemblea condominiale, la quale deve conoscere preventivamente sia il motivo del mutuo che il suo importo e la durata. Per approvare un mutuo condominiale può bastare la maggioranza dei 2/3 dei millesimi totali della proprietà, ma in alcuni casi è necessaria l’unanimità. Dopo la presentazione della richiesta da parte dell’amministratore, si devono attendere i tempi di istruttoria, che possono essere più lunghi rispetto ai mutui standard, poichè la banca deve verificare la solvibilità di tutti i condomini prima di dare il suo ok.

Ricevuta l’offerta definitiva dalla banca, i condòmini sono nuovamente chiamati a votare per confermare il mutuo oppure no, e solo con l’approvazione della maggioranza si può procedere con l’erogazione. A pagare le rate alla banca è l’amministratore, il quale internamente ripartisce la quota tra i condòmini in base ai millesimi di proprietà.

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