IMU terza rata a conguaglio: chi deve pagare

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 3 minuti

Imu con la sua rata a conguaglio che vediamo essere stata fissata in scadenza per il prossimo 29 febbraio. In definitiva si tratta della cosiddetta rata a conguaglio in merito alle somme dovute per l’anno 2023. Questo nuovo appuntamento con la tassazione sugli immobili di proprietà è stato messo a punto attraverso la legge di Bilancio 2024. Andiamo a fare un po’ di chiarezza a tal riguardo cercando di meglio comprendere di cosa si tratti, e chi dovrà segnare l’appuntamento di fine mese, in rosso sulla propria agenda.

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Euro, Casa
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IMU 2023: si avvicina la scadenza della terza rata

Quando parliamo di IMU chiamiamo in causa l’imposta comunale che va applicata agli immobili di proprietà (andando generalmente ad escludere la prima casa, quando questa non rientri nei parametri lusso), sui terreni agricoli e sui fabbricati in generale. Solitamente l’importo di tale tassazione viene messa a punto dal Comune in cui sorgono gli edifici coinvolti.

Ecco quindi che l’imposta viene ripartita in due quote con scadenza in giugno e dicembre, avendo come riferimento l’anno precedente. Di fatto la seconda rata a saldo deve tener conto delle aliquote di calcolo messe a punto dal Comune interessato, che verranno poi inoltrate entro la data del 14 ottobre di ogni annualità, al Mef. 

A questo punto si dovrà provvedere tempestivamente alla pubblicazione dei parametri di calcolo in tempi brevi, sulla piattaforma digitale. Il termine massimo delle pubblicazioni dei dati di recente è stato aggiornato al 30 novembre 2023, per consentire il corretto inserimento del federalismo fiscale italiano.

Casa, Euro
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Perché si parla di conguaglio IMU

La macchina burocratica volta alla definizione dell’importo della rata a saldo IMU, purtroppo non sempre funziona perfettamente. Ecco che ad esempio per l’anno 2023 siano stati circa 200 le amministrazioni locali che non sono state in grade di deliberare entro i termini stabiliti, le aliquote relative al pagamento dell’imposta.

Pertanto si è reso necessario andare ad approvare con un preciso emendamento riguardante la differenza in positivo tra il versamento effettuato lo scorso 18 dicembre a saldo, e la differenza scaturita dalle effettive aliquote,. La cifra risultante dovrà essere versata priva di interessi da parte del contribuente, in data 29 febbraio 2024 come recita il “Comma 73, articolo 1, legge 213/2023”.

Sarà doveroso verificare quali siano i comuni che hanno messo mano alle aliquote di conteggio dell’IMU andando così a variare gli importi spettanti, dai proprietari di immobili. La data del 29 febbraio pertanto non andrà a coinvolgere di fatto tutti i contribuenti italiani, ma solamente i possessori di immobili siti in quei Comuni che hanno apportato una modifica alle aliquote di conteggio IMU.

Tassa
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Cosa fare in caso di saldo in negativo

Nel caso in cui al contribuente dopo gli aggiornamenti dei conteggi effettuati con l’aliquota aggiornata risulti un saldo in negativo dell’IMU, come si dovrà procedere? In questo caso il contribuente potrà avanzare richiesta di rimborso al proprio Comune di riferimento, attraverso la procedura indicata sulla piattaforma dell’Amministrazione Locale.

Inoltre in alternativa ci si potrà semplicemente recare presso gli uffici comunali e procedere alla compilazione dei formulari dedicati, attendendo il rimborso poi delle somme versate in eccedenza.