Impignorabilità della prima casa: quando scatta

Autore:
Erika Fameli
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Una nuova ordinanza della Corte di Cassazione specifica quando scatta l’impignorabilità della prima casa da parte dell’Erario. Nello specifico, se il proprietario dell’immobile rispetta alcuni requisiti di vario genere, l’Erario non può pignorare la casa. Ecco quali sono questi requisiti e cosa specifica la nuova ordinanza.

Casa, Miniatura
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La Corte di Cassazione torna a parlare di pignoramento della prima casa con una recente ordinanza, la n. 32759 del 16 dicembre 2024. In particolare, parla del principio secondo cui non è possibile il pignoramento da parte dell’Erario se sussistono alcuni requisiti da parte del proprietario dell’immobile. La Corte, per decretare quando l’Erario non può procedere all’atto di pignoramento, fa riferimento al Decreto del Fare (D.L. n. 69/2013), che ha modificato l’articolo n. 76 D.P.R. 602/1973, descrivendo nel dettaglio i confini del principio di impignorabilità della prima casa.

In Italia, dove la difficile situazione economica rende complicato per moltissimi cittadini mettersi in pari con il pagamento dei propri debiti sia verso il Fisco che verso le banche, questa specifica è quanto mai necessaria. Grazie ad essa, infatti, chi si trova in difficoltà finanziarie può conoscere a tutto tondo i suoi diritti in fatto di pignoramento della prima casa. Ecco, in particolare, quando la casa non si può pignorare.

Cos’è il pignoramento?

Casa, Famiglia
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Quando si parla di pignoramento, ci si riferisce ad un procedimento giudiziario che si attua quando un debitore non è in grado di soddisfare i propri obblighi nei confronti del creditore. Con questo procedimento il creditore effettua un’espropriazione forzata di un bene del debitore, a saldo del debito che questi non riesce a saldare. Nel caso specifico del settore immobiliare, il pignoramento della prima casa fa sì che l’immobile pignorato venga messo all’asta, e che il ricavato della vendita vada al creditore, che così può considerare il suo credito saldato definitivamente.

Nel caso in cui il debito sia stato contratto con un ente privato, come ad esempio una banca o una finanziaria, non c’è nulla che si possa fare per salvare la casa dal pignoramento, anche se questa è l’unica abitazione del proprietario. Se invece il debito è nei confronti del Fisco, la legge italiana garantisce una tutela maggiore, che al sussistere di diversi requisiti, rende impossibile il pignoramento della prima casa.

Impignorabilità della prima casa

CASA, FAMIGLIA
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A tutelare la prima casa quando si ha un debito con il Fisco, è il Decreto Fare. Grazie ad esso, nel 2013 è stata introdotta nell’ordinamento italiano l’impignorabilità della prima casa. I requisiti da rispettare, sono di diversa natura:

  • il proprietario dell’immobile non deve possederne altri;
  • l’immobile non deve avere categorie catastali considerate di lusso: A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) o A/9 (castelli e palazzi di pregio storico-artistico);
  • l’immobile deve essere l’abitazione principale del contribuente e la residenza anagrafica deve essere attestata;
  • il debito nei confronti dell’Erario deve essere inferiore a 120.000 euro.

Solamente se sussistono tutte queste condizioni, l’Erario non può procedere al pignoramento della prima casa. La tutela, nata principalmente per garantire il diritto di abitazione del contribuente e del nucleo familiare, è volta ad evitare situazioni di disagio sociale. Se però anche solo una di queste condizioni non dovesse verificarsi, il pignoramento non si può bloccare. Il pignoramento può avvenire anche in caso di mancato pagamento della Tari.

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