Cambio di residenza: tutti i passaggi da seguire
Se ti stai chiedendo come si fa il cambio di residenza, continua a leggere: ecco tutti i passaggi da seguire, le novità e i requisiti necessari per spostare la propria residenza da un indirizzo ad un altro. Oggi è una procedura molto più semplice e veloce, ma ci sono delle regole da seguire rigorosamente.

Il nostro Codice Civile definisce la residenza come il luogo in cui la persona ha la dimora. Quando si cambia casa, infatti, è necessario fare il cambio di residenza attraverso un’esplicita richiesta al Comune dove si andrà ad abitare. Il cambio di residenza non è obbligatorio per chi va a vivere in una casa in affitto, ma nulla vieta di farlo, d’accordo con il proprietario, quando si tratta di un affitto lungo.
In passato fare il cambio di residenza era un iter abbastanza lungo e pieno di passaggi, che richiedeva di recarsi fisicamente presso diversi uffici e prendeva una bella quantità di tempo. Oggi fortunatamente le cose sono cambiate, e si può fare tutto online. Ecco come.
Come si fa il cambio di residenza?

Il primo passaggio per fare il cambio di residenza è presentare la domanda al Comune di arrivo. Questa può essere fatta tramite raccomandata A/R, online tramite PEC, oppure sul portale dell’Anagrafe Popolare Residente (ANPR). All’interno della domanda, bisogna inserire diversi documenti:
- il proprio documento d’identità;
- il proprio codice fiscale;
- l’atto di acquisto o il contratto di affitto dell’immobile di arrivo;
- lo stato di famiglia, se si deve cambiare la residenza di tutto il nucleo familiare.
Subito dopo l’inoltro della richiesta, la nuova residenza è già efficace, poichè entro 2 giorni dall’invio della domanda l’anagrafe comunale deve registrare il nuovo indirizzo. L’ultimo passaggio è il controllo dei vigili, che entro 45 giorni dalla data di presentazione della domanda di cambio residenza, si presentano al nuovo indirizzo per verificare che la persona si sia effettivamente trasferita e stia già vivendo lì.
Imprevisti e intoppi

Ovviamente, come in tutte le procedure burocratiche, anche per il cambio di residenza possono verificarsi intoppi e imprevisti. Al di là della parte documentale, che è totalmente di responsabilità del cittadino, quello che può andare storto è la visita dei vigili, oppure un accertamento negativo. Va specificato che i vigili faranno fino ad un massimo di 3 visite all’immobile, prima di dichiarare la nuova residenza non valida. Per questo, è importante farsi trovare in casa già alla prima visita, per evitare qualsiasi inconveniente.
Solitamente i vigili passano dal lunedì al venerdì in orario lavorativo, ma nulla vieta che possano passare anche nel weekend. Per evitare di non farsi trovare in casa, perchè magari si è a lavoro, grazie all’ordinanza del 21 febbraio 2021 vige il principio della leale collaborazione tra cittadino e istituzioni, e si può comunicare in quali fasce orarie si è fuori casa per lavoro o studio. Se invece non si viene trovati perchè quella richiesta è una residenza fittizia, è tutto un altro discorso e si corre il rischio di sanzioni sia amministrative che penali.
La residenza è un requisito fondamentale infatti, per ottenere i bonus prima casa o il bonus mutuo, ma se si verifica che è falsa, si può andare incontro anche a due anni di reclusione per falso in atto pubblico!