Il CIN è rimandato ufficialmente: slitta a gennaio 2025

Autore:
Erika Fameli
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Il CIN è rimandato ufficialmente al 1 gennaio 2025. L’acquisizione del Codice Identificativo Nazionale destinato alle strutture ricettive e agli immobili a reddito con gli affitti brevi doveva avvenire entro il 2 novembre, ma il Ministero del Turismo ha deciso di prorogare la scadenza: se ne riparla con il nuovo anno.

Short, Rent
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Proprio come con qualunque incombenza a cui non si vuole pensare, il Ministero del Turismo ha rimandato a “dopo le feste” l’obbligo per B&B, case vacanze e affitti brevi di munirsi del CIN, il Codice Identificativo Nazionale introdotto a settembre per regolare il mercato e combattere l’abusivismo del settore. Infatti, da prima scadenza, tutte le strutture avrebbero già dovuto averlo entro il 2 novembre, ma visti i tempi parecchio stretti, non tutte le richieste sono state evase, e non tutte le strutture hanno presentato la propria.

Così, per dare più tempo a tutti di dotarsi di questo Codice, il Ministero del Turismo ha deciso di prorogare la data ultima a disposizione. L’obiettivo principale, è non gravare gli operatori con le pesanti multe in cui può incorrere chi non rispetta la normativa a riguardo. Questo è quanto si legge sulla pagina web del Ministero, in una nota pubblicata lo scorso 22 ottobre.

Il CIN è rimandato ufficialmente

Affitto, Breve
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Gli affitti brevi in Italia stanno soffocando il mercato delle locazioni, generando una crisi di mercato a totale sfavore della domanda. Da parte loro però, i proprietari delle case destinate alle locazioni brevi a scopo turistico, non hanno la minima intenzione di tornare sui loro passi, viste le altissime richieste di locazioni a breve termine. Queste hanno raggiunto cifre talmente alte, che tutte le strutture sul mercato sono necessarie, e proprio per permettere a tutti di mettersi in regola secondo i tempi giusti, il Ministero del Turismo ha deciso di prorogare l’entrata in vigore ufficiale del CIN.

Il Codice Identificativo Nazionale infatti, ricordiamo, è stato attivato a inizio settembre, con l’obbligo per tutti di acquisire il proprio identificativo entro il 2 novembre, data a partire dalla quale questo sarebbe dovuto essere esposto in tutti gli alloggi per i turisti, pubblicato sui siti internet e collegato direttamente ad ogni contratto di locazione turistica.

La nuova scadenza

Affitto
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La nuova scadenza è fissata, come si legge su una nota del Ministero del Turismo, al 1 gennaio 2025. Con questa misura, si vuole migliorare il monitoraggio del settore degli affitti brevi, seguendo le linee guida europee, che specificano che:

i locatori, quando offrono i propri servizi di locazione di alloggi a breve termine tramite una piattaforma online di locazione a breve termine, sono tenuti a dichiarare alla piattaforma online di locazione a breve termine se l’unità offerta è soggetta a una procedura di registrazione e, in caso affermativo, a fornire il numero di registrazione.

Varia quindi la scadenza, ma non l’obbligo, e tutti gli operatori devono richiedere il proprio CIN accedendo alla Banca Dati nazionale per le Strutture Ricettive (BDSR). Se non ottiene il CIN entro la nuova scadenza del 1 gennaio, si andrà incontro a multe davvero salate:

  • da 800 a 8.000 € se si affitta un immobile sprovvisto di CIN;
  • da 500 a 5.000 € se non si espone il CIN nell’annuncio dell’immobile;
  • da 600 a 6.000 € se non si rispettano le norme di sicurezza.

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