Affitti brevi: senza il CIN multe fino a 8.000 euro

Dal decreto Anticipi arrivano ulteriori novità per gli affitti brevi che riguardano innanzitutto l’introduzione del CIN con multe salate per chi ne risulterà sprovvisto. 

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Dopo aver portato la cedolare secca al 26%, il Governo mette di nuovo nel mirino gli affitti brevi.  Il testo di un emendamento presentato al decreto Anticipi prevede infatti l’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) accompagnato da nuove norme per la sicurezza.  Multe fino a 8.000 euro per chi non rispetterà gli obblighi.

Affitti brevi: senza il CIN multe fino a 8.000 euro

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Il Governo continua ad agire in maniera incisiva per regolamentare il campo degli affitti brevi. Dal 2024, come previsto nella Manovra finanziaria, l’aliquota della cedolare secca passerà dall’attuale 21 al 26%. Un aumento che sarà attivo a partire dal secondo immobile concesso in locazione. Nello stesso tempo sono pronti a scattare ulteriori obblighi. Un emendamento al decreto Anticipi, firmato dai relatori Claudio Borghi, Dario Damiani e Vita Maria Nocco, prevede infatti l’introduzione del cosiddetto CIN, il Codice Identificativo Nazionale, che sarà accompagnato da nuove norme in materia di sicurezza.

Annunciato ormai da tempo, il CIN rappresenta il nuovo cavallo di battaglia dell’Esecutivo nella lotta all’evasione fiscale. In pratica si tratta di un codice identificativo che dovrà essere posseduto ed esposto obbligatoriamente, negli annunci online e all’interno della struttura, da parte dei titolari di strutture turistico ricettive alberghiere o extra alberghiere e dai proprietari che propongono immobili in affitto breve o in locazione  a scopo turistico.

Chiunque sarà sprovvisto del codice sarà punito con una sanzione che potrà variare da 800 a 8.000 euro. Il valore sarà calcolato in base alle dimensioni della struttura o dell’immobile. La mancata esposizione e indicazione del CIN prevede invece una multa che andrà dai 500 ai 5.000 euro abbinata alla rimozione istantanea dell’annuncio irregolare pubblicato. Anche in questo caso la sanzione sarà determinata a seconda delle dimensioni della struttura o dell’immobile.

Chi affitta in forma imprenditoriale dovrà inoltre compilare la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia). La mancanza di questo documento prevede multe dai 2 ai 10.000 euro.

Nuove norme in materia di sicurezza

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Per ottenere il CIN, che sarà rilasciato dal Ministero del Turismo, il locatore dovrà inoltrare un’istanza in via telematica specificando i dati catastali dell’unità immobiliare o della struttura. Sarà inoltre necessario certificare la sussistenza dei requisiti di sicurezza. Proprio in questa direzione l’emendamento presentato al decreto Anticipi prevede importanti novità.

Nello specifico gli impianti delle case dovranno essere innanzitutto muniti dei requisiti di sicurezza prescritti dalla normativa statale o regionale. All’interno degli immobili dovranno essere obbligatoriamente presenti dei dispositivi in grado di rilevare la presenza di gas combustibili e monossido di carbonio. In più le strutture dovranno essere dotate di estintori portatili a norma di legge. Questi estintori andranno posizionati in maniera tale da essere visibili e accessibili. In particolare dovrà essercene uno ogni 200 metri quadri di pavimenti, con il requisito minimo di un estintore per piano. Tutte misure, nell’intenzione del Governo, finalizzate a garantire la sicurezza degli ospiti ma anche degli immobili stessi.  In caso di mancata conformità a queste norme, le sanzioni potranno oscillare da 600 fino a 6.000 euro.

I nuovi provvedimenti hanno generato immediatamente le reazioni da parte delle associazioni di categoria, che hanno espresso il proprio parere favorevole in riferimento al CIN ma non riguardo a tutto il resto.

Nella nota firmata da Confedilizia, Fiaip, Prolocatur, Aigab, Confassociazioni RE, PMI, Rescasa Lombardia, Host + Host, Host Italia, Bre-VE, Myguestfriend, OspitaMI, Abbav e F.A.R.E, si legge infatti che:

L’introduzione di ulteriori vincoli e obblighi a chi affitta per periodi brevi rappresenterebbe un segnale molto negativo per il mercato e soprattutto infliggerebbe un duro colpo alla locazione, seppur breve, ma pur sempre locazione, allontanando l’investitore dall’acquisto con tale finalità, il tutto inficiando indebitamente i risparmi delle famiglie italiane accumulati spesso in anni e anni di sacrifici. Ci appelliamo al buon senso della politica nell’eliminare dal testo tali disposizioni fattivamente dannose per la proprietà, per il mercato immobiliare e per l’intera economia e che, soprattutto, non risolveranno, ma, al contrario, implementeranno forme di illegalità e di evasione fiscale, oltre a comportare un ulteriore aumento dei prezzi delle camere d’albergo.

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