Affitti brevi: ecco come ottenere il CIN

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 4 minuti

Affitti brevi che vedono il coinvolgimento di banche dati dedicate, in cui troverà posto una nuova procedura volta ad una maggiore tracciabilità per le locazioni. Il fine ultimo è quello di andare a contrastare le possibili evasioni fiscali e le pratiche illecite, a favore di una maggiore trasparenza nelle operazioni e qualità nei servizi offerti. Affitto, Casa

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Affitti brevi: prossimo obiettivo contrastare gli illeciti fiscali

Gli affitti brevi in ambito turistico nel nostro Paese, a quanto pare non conoscono crisi. Il Governo italiano sta mettendo a punto tutta una serie di procedure volte ad andare a garantire una migliore offerta a chi pratica del turismo in Italia, contestualmente ad una capillare tracciabilità fiscale, volta a limitare gli illeciti fiscali.

La messa a punto del nuovo meccanismo che coinvolga le strutture recettive, è decisamente un’azione istituzionale decida, che servendosi di una banca dati nazionale sarà in grado di avere in ogni momento la situazione dei flussi turistici in Italia, che si servono di strutture recettive, per brevi soggiorni.

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Affitti brevi e CIN: di cosa stiamo parlando?

La stagione estiva è ormai ai blocchi di partenza e le strutture recettive si stanno preparando al meglio per poter sfruttare più possibile i flussi turistici che attraverseranno in lungo e in largo la nostra amata Penisola. L’introduzione del CIN di fatto avvia un complesso processo di controllo nell’ambito dell’accoglienza turistica per gli affitti brevi, che ha messo in moto un ingranaggio burocratico, molto complesso, seppur necessario.

Ecco quindi che il Codice Identificativo Nazionale (CIN), sarà presto associato a tutte quelle unità immobiliari che vengono destinate agli affitti turistici, di breve entità. Con l’assegnazione di tale codice si intende di fatto andare a tracciare la presenza di strutture volte all’accoglienza, con decorrenza in fase sperimentale, già dal prossimo 1° settembre 2024.

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Affitti brevi: obiettivo meno frodi

L’obiettivo principale che le istituzioni si sono proposti con l’introduzione del CIN nella gestione degli affitti turistici brevi, è quello di andare a dare una generosa stretta di vite nell’ambito delle frodi fiscali. Infatti con tale sistema sarà possibile andare ad indentificare in maniera precisa ed inequivocabile, le unità immobiliari presenti su una specifica area del territorio nazionale, che siano finalizzate all’accoglienza turistica.

Così facendo sarà molto più semplice andare ad attuare tutta quella serie di verifiche e controlli volti ad assicurare il pieno rispetto delle normative in essere sia in ambito fiscale, che nel contesto legato alla sicurezza. Il tutto di certo finalizzato a riuscire ad offrire un’esperienza turistica di maggior rilievo agli ospiti.

Come si ottiene il CIN

Per entrare in possesso del Codice Identificativo Nazionale sarà necessario provvedere alla registrazione dell’alloggio destinato a fini turistici, presso il Comune in cui è ubicato lo stesso. Ogni Amministrazione comunale ha un proprio iter di riferimento a cui attenersi. Diverse sono le regioni italiane che hanno uniformato il loro iter burocratico per provvedere a tale regolamentazione.

Altresì vi sono regioni come ad esempio la Sicilia, che ha visto il coinvolgimento della specifica piattaforma digitale denominata Impresa in un Giorno, per potersi mettere in regola con la nuova normativa identificativa. Attenzione quindi alle multe salate,  per chi non provvederà a mettersi in linea con le nuove indicazioni regionali.