Decreto Legge Ambiente: tra eolico, fotovoltaico, e nucleare

Autore:
Erika Fameli
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Il nuovo Decreto Legge Ambiente, appena varato dal Consiglio dei Ministri, potrebbe spianare la strada alle fonti di energia rinnovabile come l’eolico e il fotovoltaico, ma anche accelerare il ritorno del nucleare nel nostro Paese. Ecco cosa fa, nel concreto, questo decreto legge, e come può influire nella scelta dei progetti che puntano ad abbassare l’utilizzo delle fonti di energia non rinnovabili.

Pale, Eoliche
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Come ormai abbiamo imparato bene, i progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resistenza (PNRR), devono essere realizzati entro 20 mesi dalla loro approvazione. Parallelamente, quelli finanziati dal Piano nazionale integrato energia e clima (PNIEC), dovranno essere portati a termine entro il 2030. Questa premessa è importantissima da fare poiché, date le tempistiche piuttosto ridotte, il nuovo Decreto Legge Ambiente crea una corsia preferenziale per i progetti provenienti da aziende già strutturate, in grado di portare a termine quanto prefissato in tempi ragionevoli.

Infatti, quello che fa il nuovo Decreto, è fissare una lista delle priorità che le Commissioni dei Piani sopra descritti, dovranno seguire quando valutano le tantissime proposte che ricevono, così come le Commissioni di Valutazione dell’Impatto Ambientale Via e Vas. Questo decreto è stato fortemente voluto dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il quale ha auspicato anche una ripresa della produzione di energia da fonte nucleare nel nostro Paese. Ecco come stanno le cose.

Decreto Legge Ambiente

Nucleare
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Da pochissimo il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge Ambiente, che si occupa di delineare i criteri di priorità che le Commissioni Via-Vas, PNRR e PNIEC devono seguire per scegliere quali progetti finanziare, e quali invece lasciare indietro. Questo decreto vuole essere, in sostanza, un saltafila per l’eolico, il fotovoltaico, e il nucleare, anche se quest’ultimo non viene nominato in modo esplicito.

Ovviamente si tratta di un saltafila che si limita prettamente alla fase di valutazione dei progetti, e che potrebbe essere inutile di fronte all’opposizione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il Ministero della Cultura, oppure delle Regioni, che hanno l’ultima parola. Non c’è da dimenticare, a questo proposito, che più volte il Ministero della Cultura non è stato favorevole agli impianti eolici e fotovoltaici, poiché questi potrebbero danneggiare il paesaggio. Vediamo nello specifico però, quali sono i criteri contenuti del Decreto Legge Ambiente.

I criteri di priorità

Fotovoltaico
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Come si legge nel Decreto Legge, questo definisce i criteri ai progetti relativi ai programmi dichiarati di preminente interesse strategico nazionale. Nel farlo, scrive testuali parole:

“Sono considerate prioritarie le tipologie progettuali individuate con decreto del Mase, di concerto con il Ministro della cultura e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, tenendo conto dei seguenti criteri”,

tra cui spicca il

“contributo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal PNIEC”.

Ed è proprio qui che si parla di:

  • fotovoltaico;
  • eolico;
  • nucleare.

Ecco quindi il motivo per cui è facile associare questo decreto legge al piano di Giorgia Meloni di riportare il nucleare in Italia. Se poi a questo si aggiungono anche le parole di Fratin ad un’interrogazione diretta sul nucleare, la somma è presto fatta. Questi infatti, dice esplicitamente che:

“l’obiettivo è di favorire la ripresa della produzione di energia da fonte nucleare”.

Anche in altri Paesi si sta puntando su questo, come dimostra il progetto nucleare del Regno Unito e l’accordo tra 22 Paesi proprio sul nucleare, che prevede di aumentare la produzione entro il 2050, fino a triplicarla.

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