Il futuro è atomico: accordo tra 22 Paesi sull’energia nucleare

Dalla Cop28 arriva la svolta sul nucleare grazie a un accordo tra 22 Paesi che hanno intenzione di triplicare la produzione di energia atomica entro il 2050. 

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Photo by distelAPPArath – Pixabay

Una piena transizione energetica non può prescindere dall’utilizzo del nucleare. Il messaggio arriva forte è chiaro dalla Cop28 in corso a Dubai. Ventidue Stati hanno infatti sottoscritto un accordo per triplicare entro il 2050 la produzione di energia derivante dalle centrali atomiche.

Il futuro è atomico: accordo tra 22 Paesi sull’energia nucleare

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Per riuscire ad azzerare le emissioni nette urge un rilancio dell’energia nucleare. E’ questo in sostanza il succo dell’accordo annunciato da ventidue Paesi nel corso della Cop28 di Dubai. Una dichiarazione nata dalla mente di Stati Uniti e Francia, che ha raccolto nell’immediato i favori di Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Finlandia, Ghana, Ungheria, Giappone, Corea del Sud, Moldova, Mongolia, Marocco, Olanda, Polonia, Romania, Slovacchia, Svezia, Ucraina, Emirati Arabi Uniti e Gran Bretagna.

L’obiettivo è triplicare la produzione derivante dalle centrali atomiche entro la metà del secolo.

Al fine di sviluppare ulteriormente l’energia nucleare, la “nuova alleanza” ha in programma di costruire diverse centrali, oltre a intervenire per migliorare gli impianti già attivi. Per i Paesi aderenti al patto insistere sull’energia atomica rappresenta la strada più veloce ed efficace per troncare definitivamente la dipendenza dai combustibili fossili, e di conseguenza anche dal gas russo, facilitando così  la transizione energetica. Un’opinione già espressa recentemente anche dall’Agenzia internazionale dell’energia (IEA).

Per realizzare questo piano ambizioso bisognerà mettere mano al portafogli. Un ostacolo non indifferente considerando che costruire nuovi reattori è diventato molto più dispendioso rispetto al passato. Inoltre non bisogna sottovalutare il fattore tempo: fabbricare centrali richiede infatti anni e anni di lavoro. Per questo motivo il presidente francese Macron e gli altri leader hanno richiesto il supporto economico della Banca mondiale e di altre istituzioni finanziarie.

L’Italia preferisce puntare sulla fusione

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Nel frattempo il premier belga, Alexander De Croo, ha reso noto che il suo Paese organizzerà a marzo 2024, in collaborazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il primo vertice mondiale sul nucleare.

Ma qual è la posizione dell’Italia in questo scenario? Giorgia Meloni ha preferito rispondere “ni” optando per un atteggiamento interlocutorio. In pratica la premier non ha aderito all’accordo ma nello stesso tempo ha continuato a strizzare l’occhio al nucleare, non dimenticando le intenzioni dei partiti di maggioranza che sostengono il suo Governo.

Su queste questioni bisogna essere sempre molto pragmatici e non ideologici: io non ho preclusioni su nessuna tecnologia che possa essere sicura e che possa aiutarci a diversificare la nostra produzione energetica. Non sono certa che oggi cominciando da capo sul tema del nucleare l’Italia non si troverebbe indietro, ma se ci sono evidenze del fatto che noi si possa invece avere un approccio con un risultato positivo sono sempre disposta a parlarne

ha dichiarato la presidente del Consiglio durante un’intervista.

In realtà l’idea dell’Esecutivo sarebbe quella di valorizzare maggiormente il percorso che riguarda la fusione nucleare. Una procedura nella quale l’Italia ritiene di essere in vantaggio rispetto ad altri Paesi.

Credo che la grande sfida italiana sia il tema della fusione nucleare, che potrebbe essere la soluzione domani di tutti i problemi energetici. Su questa tecnologia l’Italia è più avanti di altri, dobbiamo pensare in grande

ha affermato ancora la premier a Dubai.

Accordo tra 22 Paesi sull’energia nucleare: foto e immagini