Crisi degli affitti? Il Governo promette case accessibili con il Piano Casa 2026
Il Piano Casa Italia 2026 è quasi pronto, e il Governo si prepara al tavolo tecnico del 6 febbraio: la previsione è di realizzare 100.000 nuovi alloggi in 10 anni, da concedere a prezzi calmierati per rispondere alla crisi abitativa in cui versa il Paese da diverso tempo. Ecco cosa aspettarsi.
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Il Piano Casa Italia 2026 non è ancora stato presentato ufficialmente, poichè si attende il passaggio di un DPCM per renderlo realmente operativo, ma il Governo è a lavoro per renderlo una realtà nel prossimo futuro. Si tratta di un progetto nato per rispondere al disagio abitativo italiano, e che ha come obiettivo il rafforzamento del social housing attraverso la costruzione di una filiera condivisa tra pubblico e privato, in cui soggetti istituzionali, enti territoriali, operatori, corpi intermedi e fondi privati collaborino per realizzare alloggi da destinare ai nuclei familiari più fragili dal punto di vista finanziario.
Per la prima volta si è parlato del Piano Casa Italia nel 2023, quando all’ordine del giorno c’era la rigenerazione urbana e la revisione delle regole edilizie. Nel 2024, poi, si passa a parlare di modelli innovativi e di edilizia residenziale pubblica, puntando al recupero del patrimonio esistente e alla riconversione degli immobili pubblici in alloggi a prezzi calmierati. Il 2025, invece, porta al primo impianto operativo e finanziario, tra i cui obiettivi ci sono la riorganizzazione del social housing e delle Aziende Casa, soluzioni abitative flessibili integrate nella città e modelli di finanziamento pubblico-privati. Cosa accadrà, quindi, nel 2026? Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Piano Casa Italia 2026

L’emergenza abitativa in Italia coinvolge più di 1,5 milioni di famiglie, e un Piano nazionale è più che necessario. In particolare, serve una nuova offerta ERP/ERS e canoni calmierati, senza dimenticare la rigenerazione dell’esistente, da riqualificare con i fondi PNRR. Confindustria Assoimmobiliare indica un fabbisogno abitativo tra nuove abitazioni e rigenerazione pari a circa 153 miliardi di euro annui di investimenti. Di conseguenza, il Piano Casa appare come una misura che sicuramente non riuscirebbe a chiudere da sola il gap, ma che può incidere notevolmente sui singoli segmenti. Infatti, le cifre annunciate finora dal Governo per realizzare quanto in programma sono:
- 100 milioni di euro iniziali (Manovra 2024) per avviare la sperimentazione con progetti pilota;
- 660 milioni di euro complessivi, distribuiti nel periodo 2027-2030, con una prima quota per progetti pilota e ulteriori risorse negli anni successivi.
Oltre a questi fondi, la Manovra 2026 apre la possibilità di sfruttare anche le risorse del Piano Sociale per il Clima, operativo dal 2027 al 2032, ampliando il perimetro finanziario di ulteriori finanziamenti.
Il programma di quest’anno

A livello pratico, manca ancora un atto di approvazione del Piano Casa, che ne renda effettivi gli strumenti e le risorse. In poche parole, quindi, si è attualmente in attesa del DPCM e dei decreti collegati per avviare realmente il Piano Casa, ma dalle parole del Governo non sembra mancare molto per la sua uscita. Ad ogni modo, gli interventi previsti vanno dal recupero e riconversione del patrimonio esistente inutilizzato, a progetti di edilizia residenziale pubblica e sociale integrati nella città, dalle operazioni in PPP a possibili sperimentazioni e progetti pilota.
Si tratta delle stesse iniziative che vuole perseguire anche l’UE, con il suo Piano Casa. Ad aprire la strada, concretamente, è però la Legge di Bilancio 2026 introduce i primi obiettivi specifici, andando ad indicare, in particolare interventi di recupero, riqualificazione e realizzazione per alloggi di edilizia sociale in locazione a canone agevolato da destinare a giovani, giovani coppie e genitori separati e unità immobiliari di edilizia sociale per anziani, con adeguamenti e nuova realizzazione.