Costruzioni: il nuovo Testo Unico che cambia tutto
Partiranno ufficialmente il 10 settembre i lavori di esame del Testo Unico delle Costruzioni, il testo che andrà a sostituire il Testo Unico dell’Edilizia introducendo nuove regole e modificando quelle più obsolete. La proposta di Legge n. 2332/2025 ha come obiettivi principali la semplificazione delle norme e la digitalizzazione dei procedimenti edilizi.

Il Testo Unico dell’Edilizia è il riferimento normativo che in Italia regola la materia dell’edilizia e delle costruzioni. Da tempo era evidente la necessità di un suo aggiornamento alla luce delle esigenze attuali, e il 28 marzo scorso è stata presentata alla Camera la proposta di Legge n. 2332/2025 intitolata “Delega al Governo per l’aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia”.
La proposta, che ha appunto il compito di rendere più attuale ed efficiente il Testo Unico dell’Edilizia, è stata più volte aggiornata, e ha come obiettivo finale quello di rendere più semplici le norme edilizie e di digitalizzare i procedimenti. Dopo mesi di elaborazione, finalmente, il prossimo 10 settembre inizierà in Parlamento l’esame del nuovo Testo Unico delle Costruzioni.
Testo Unico delle Costruzioni

Il Testo Unico delle Costruzioni è colui che sostituirà ufficialmente il TUE, e che è stato stilato dal governo con intenti precisi:
- riordinare la normativa vigente;
- semplificare le norme utilizzando un linguaggio più chiaro e uniforme, riducendo gli adempimenti burocratici e digitalizzando i procedimenti;
- introdurre il concetto di sostenibilità edilizia, attraverso i principi di consumo di suolo zero, efficienza energetica, resilienza sismica e ambientale;
- valorizzare il ruolo della progettazione come strumento per la qualità urbana, la rigenerazione del patrimonio esistente e il benessere sociale.
Si tratta di intenti perfettamente in linea con le esigenze attuali e che dovranno regolamentare in maniera più specifica e meno confusa molteplici aspetti dell’attività edilizia. Per fare qualche esempio, nel Testo Unico delle Costruzioni il Governo dovrà inserire indicazioni univoche sulla documentazione dello stato legittimo degli immobili, sulle distanze tra i fabbricati, deroghe al D.M. 1444/1968 (per favorire la riqualificazione degli immobili esistenti), classificare le tipologie di intervento e semplificare i regimi amministrativi riducendo i permessi a tre soli strumenti (SCIA, permesso di costruire e attività di edilizia libera).
Digitalizzazione e sostenibilità

Il nuovo testo dovrà lasciare un ampissimo spazio alla digitalizzazione e alla sostenibilità, temi diventati ormai centrali nell’attività edilizia moderna. L’obiettivo ultimo, infatti, è quello di ridurre al minimo la documentazione necessaria per le pratiche, concentrandone tutta la gestione in un unico sportello. Un altro strumento utile alla digitalizzazione, ma anche alla riqualificazione, che il nuovo testo introdurrà, è il fascicolo del fabbricato, una specie di carta di identità degli edifici esistenti che permetterà di conoscere in maniera approfondita l’intero patrimonio edilizio esistente.
Riguardo la sostenibilità, invece, il Governo intende promuovere l’obiettivo di arrivare in maniera progressiva al consumo di suolo zero. Inoltre, altri punti chiave riguardano la valutazione e la certificazione della sostenibilità ambientale delle costruzioni, l’efficientamento energetico, sismico e idrico e la gestione dei rifiuti derivanti dall’attività edilizia. La strada da fare per giungere ad un testo che contenga tutto ciò, e che lo faccia in modo equo, lasciando il giusto spazio di manovra sia alle Regioni che ai Comuni è ancora lunga, ma la data X fissata per l’inizio dei lavori è ormai prossima.
Per quanto completo e ricco di riferimenti, il Testo Unico dell’Edilizia non è più un testo aggiornato, e nuove norme sono quanto mai necessarie, soprattutto nello scenario immobiliare ed edilizio attuale.