Edilizia sostenibile: il cemento è la chiave?
Una recente invenzione potrebbe rivoluzionare la natura e l’uso del cemento, rendendolo un utile supercondensatore.

Rendere quanto prima il mondo libero dalle minacce, le attività umane meno inquinanti e gli esseri umani in una profonda connessione guidata dal rispetto per l’ambiente è oggi una priorità: in tutti gli ambiti è essenziale porre attenzione a ogni processo e dettaglio, purché il rispetto ambientale sia reale e non solo greenwashing.
Anche nell’edilizia e nell’architettura è necessario ideare e adottare nuove soluzioni, meno dannose per il Pianeta.
Uno dei punti di partenza riguarda i materiali utilizzati per la realizzazione di strade, edifici e qualsiasi altra costruzione. Materiali che dall’inizio alla fine possano avere la caratteristica della sostenibilità: ciò significa che dalla loro produzione fino al loro utilizzo, vi sia un numero nullo o quantomeno contenuto di processi dannosi per l’ambiente.
In questa prospettiva, il “nuovo cemento” ottenuto dai ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology (MIT)) di Boston, sembra avere tutte le carte in regola per essere applicato in un contesto di edilizia sostenibile.
Un cemento sostenibile che funge da batteria: il futuro?

La ricerca sopracitata, dal titolo Supercondensatori in cemento-carbonio come soluzione scalabile per l’accumulo di energia in grandi quantità e pubblicata sul sito scientifico PNAS la scorsa estate, introduce quel che ha tutte le carte in regola per essere un materiale rivoluzionario, che – come comunica Focus – potrà presto essere utilizzato.
Si tratta di un materiale innovativo, composto – anche – dal cemento ma che si differenzia da quest’ultimo per diverse ragioni. Ciò che più sorprende però, è come tale invenzione potrebbe rappresentare una vera, quasi immediata, svolta green.
Questo perché il composto sembrerebbe in grado di fungere da vera e propria “batteria”: il suddetto composto – una sorta di “cemento elettrificato” – potrebbe infatti funzionare non differentemente da un supercondensatore, rendendo per esempio una strada un enorme “caricatore”, perché in grado di fornire energia grazie alla raccolta e al contenimento di energia solare che il nuovo cemento può compiere.
Strade “cariche” grazie a un cemento speciale

L’innovativo “cemento elettrificato” potrebbe essere utilizzato per pavimentare le strade, in una vera svolta ecosostenibile; ma come viene ottenuto tale materiale?
Il nuovo materiale, spiegano i ricercatori, è un composto di cemento, acqua e carbon black (quest’ultima è descritta come una sostanza fuligginosa, conduttiva e idrofobica); tale composto funzionerebbe appunto come un supercondensatore, già dimostratosi essere una soluzione vincente:
La capacità di stoccaggio di energia di questi supercondensatori in cemento-carbonio si è dimostrata essere una quantità intensiva e la loro elevata capacità di velocità mostra autosimilarità. Queste proprietà indicano l’opportunità di impiegare questi supercondensatori strutturali simili al calcestruzzo per lo stoccaggio di energia in grandi quantità in applicazioni sia residenziali che industriali, che vanno dai rifugi energetici autarchici e dalle strade auto-ricaricabili per veicoli elettrici, allo stoccaggio di energia intermittente per turbine eoliche.
Si legge nello studio, il quale dà speranza su un prossimo futuro in cui molti degli elementi e delle ragioni oggi inquinanti potrebbero essere sostituiti dal nuovo composto, rendendo quindi l’intero settore edilizio molto meno dannoso per l’ambiente (mentre oggi, l’edilizia è responsabile di molti danni ambientali e di ingenti emissioni di CO2). Certo, essenziale è che i governi abbraccino le scoperte scientifiche realmente green, interrompendo invece ogni investimento che non porta a una vera rivoluzione ecosostenibile.