Il monito di Legambiente al Governo: stop ai sussidi dannosi

Secondo Legambiente il Governo continua a sostenere la dipendenza dalle fonti fossili ed è fondamentale tagliare i sussidi dannosi che agiscono in questa direzione. 

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In occasione del XVI Forum QualEnergia, Legambiente punta il dito contro il governo italiano colpevole di continuare a favorire la dipendenza dalle fonti fossili. Attraverso il report “Stop sussidi ambientalmente dannosi” l’associazione propone una serie di misure volte a migliorare la situazione.

Il monito di Legambiente: stop ai sussidi dannosi

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Mentre le rinnovabili restano al palo il governo Meloni continua a puntare sulle fonti fossili. E’ questa la denuncia di Legambiente arrivata attraverso il rapporto “Stop ai sussidi ambientalmente dannosi” presentato in occasione del XVI Forum QualEnergia, organizzato a Roma con il supporto di Kyoto Club e La Nuova Ecologia. La colpa dell’attuale Esecutivo in carica è quella di aver continuato a seguire la rotta intrapresa da chi ha amministrato il Paese precedentemente.

I dati diffusi da Legambiente dimostrano troppa lentezza verso una transizione green a causa di ritardi burocratici, mancate semplificazioni o risposte negative da parte delle sovraintendenze. Infatti, attualmente ci sono ben 1.400 progetti in valutazione al MASE, in attesa perché collegati al PNRR  o al PNIEC, oppure bloccati per verifiche poco solerti.

La parte principale del problema sono però i sussidi alle fonti fossili che continuano ad essere elargiti a piene mani. Sono questi che andrebbero eliminati il prima possibile. Secondo Legambiente 18,86 miliardi di euro di sussidi possono essere cancellati entro il 2025. A questi vanno aggiunti 8 miliardi di euro di sussidi emergenziali, che comprendono anche sussidi alle trivellazioni e agevolazioni per l’installazione di nuove caldaie a gas.

Eliminando queste spese si potrebbe intervenire ad ampio raggio nel settore energetico o anche in altri campi, mediante provvedimenti strutturali che potrebbero aiutare le famiglie con maggiori difficoltà economiche.

Le sette proposte di Legambiente al Governo

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Per migliorare la situazione e uscire in maniera concreta dal giogo delle fonti fossili, Legambiente ha tracciato una road map con sette proposte indirizzate al governo Meloni:

  1.  Inserire nel PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) un percorso concreto che porti entro il 2025 alla revisione e cancellazione di tutti i sussidi ambientalmente dannosi entro il 2030.
  2. Seguire il principio di “chi inquina paga”, ossia riformare le accise e le tasse sui diversi combustibili fossili in modo che il costo finale medio annuale sia progressivamente proporzionale alle emissioni di gas serra (CO2 equivalente) generate nella loro combustione.
  3. Aggiornare annualmente il catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi (SAD).
  4. Aiutare i paesi poveri e garantire, per il periodo 2023-2025, la giusta quota dell’impegno collettivo di 100 miliardi da parte dei Paesi industrializzati. Attraverso il taglio dei sussidi alle fonti fossili, queste risorse economiche possono essere reperite facilmente.
  5. Mettere in sicurezza energetica l’Italia, utilizzando misure strutturali che vadano nella direzione di aiuto e supporto a famiglie, imprese e allo stesso sistema Paese puntando innanzitutto sulle fonti di energia rinnovabili.
  6. Avviare una riforma complessiva del sistema incentivante del settore edilizio, in primis con la rimozione immediata dei sussidi per l’installazione di nuove caldaie a gas, che oggi riguardano ecobonus, superbonus e bonus casa, e lo stop all’installazione di nuovi impianti al 2025.
  7. Rivedere il tema degli oneri di sistema in bolletta eliminando i sussidi diretti, spostando sussidi e voci improprie sulla fiscalità generale, con l’obiettivo di alleggerire le bollette di imprese e famiglie

Legambiente, stop ai sussidi dannosi: foto e immagini