Bonus Imu 2023: arrivano gli sconti per le famiglie
I contribuenti italiani non possono avvalersi di un vero e proprio un bonus Imu 2023. Malgrado ciò si ha la possibilità di poter avere accesso ad alcune agevolazioni e sconti fiscali, riservati ai nuclei familiari. Vediamo nel dettaglio quali sono e come consentono di ridurre l’importo dell’imposta o di evitarne il pagamento.

Un pò di chiarezza sull’IMU
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, semmai ve ne fosse ancora bisogno, riguardo alla formulazione dell’IMU. Si tratta nello specifico di un’Imposta municipale che interessa la sfera patrimoniale.
La tassazione viene calcolata sulla base delle proprietà immobiliari che si detengono, a prescindere dal titolo delle stesse. Emerge quindi la specifica che in alcuni casi non sarà necessariamente il proprietario a doverla versare all’Ente Locale, ma colui che di fatto ne ha un diritto reale di proprietà.
L’IMU non si limita ad essere sugli immobili, ma viene riscossa anche su aree edificabili, terreni agricoli, e fabbricati/locali commerciali. L’imposta non è dovuta solo sulle case, ma anche su immobili commerciali, sui terreni agricoli e sulle aree edificabili. Anche se solitamente l’Imu non è dovuta quando si ha a che vedere con prima casa, quando questa invece rientra tra le categorie catastali di lusso (A/1, A/8 e A/9), il beneficio di esenzione, va a decadere.
Pertanto viene ribadita la regola che la casa non di lusso adibita a residenza principale, con tanto di nucleo familiare residente in loco, l’immobile ne è esentato.
Chi beneficia dello sconto 50% ?
Alcune tipologie di fabbricati possono beneficiare dello bonus del 50% sulla tassazione IMU. Questa è un’agevolazione fiscale che è stata definita dall’articolo 1, comma 747 della Legge di Bilancio 2020. Ad esserne interessati sono nello specifico quei fabbricati dichiarati inagibili e pertanto non poter essere destinati ad alcun uso. Anche gli stabili di interesse artistico e storico vengono di fatto sollevati dal pagamento della tassa.

Ai disabili in casa di riposo spetta il bonus
C’è una categoria di contribuenti, a cui spetta l’essere sollevati dal pagamento dell’Imu. Si tratta dei disabili o degli anziani, che purtroppo sono ricoverati presso strutture a lunga degenza, o case di riposo. A tali soggetti viene richiesto di essere in possesso di determinati requisiti, per avere accesso all’esenzione.
Le caratteristiche fondamentali di cui bisogna essere provvisti sono: il ricovero permanente presso struttura a lunga degenza, o casa di riposo; l’immobile di proprietà deve essere stato definito quale abitazione principale del cittadino, attraverso espressa delibera Comunale, ad abitazione principale.
E’ determinate inoltre la condizione che l’immobile oggetto di esenzione non risulti essere locato in alcuna modalità, per poter avere accesso allo sgravio fiscale.

Cosa avviene per l’ex abitazione coniugale?
Il dubbio del versamento della tassa potrebbe giungere nel caso ci si trovi ad essere in possesso di un immobile, ma non se ne usufruisce, in quanto questo risulti essere ad uso del coniuge assegnatario. Ecco quindi che a tal riguardo giunge la sentenza 2747 del 2023 della Corte di Cassazione in cui viene stabilita l’esenzione del pagamento Imu, al coniuge separato, che di fatto ha dovuto cambiare la propria residenza, in quanto invitato a lasciare l’abitazione coniugale.
Ecco che in caso di separazione o divorzio in cui uno dei due coniugi venga sollecitato ad separarsi dalla casa coniugale, scatta di fatto per lui l’esenzione totale del versamento Imu.