Biscotti fatti con la plastica: sembra una follia, ma gli scienziati ci stanno davvero lavorando

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Erika Fameli
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Un team di ricercatori sta provando a produrre biscotti di plastica riciclata che siano totalmente edibili e sicuri: partendo dagli scarti della plastica, questa nuova evoluzione potrebbe portare ad un livello di circolarità mai visto prima. Ecco come ci si potrebbe riuscire e quali vantaggi comporterebbe per l’ambiente.

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Biscotto
Photo by planet_fox – Pixabay

Per riciclare la plastica si potrebbe addirittura arrivare a mangiarla. Lo smaltimento della plastica è uno dei problemi più importanti dell’era moderna, e alcuni ricercatori si stanno spingendo dove nessuno aveva mai tentato un approccio: trasformare gli scarti della plastica in prodotti edibili e sicuri per la salute umana.

Riuscire a mangiare la plastica riciclata porterebbe vantaggi enormi a livello ambientale, in quanto permetterebbe di eliminare del tutto il problema del suo smaltimento, ma quanto siamo lontani dalla realizzazione di questa prospettiva? Ecco il lavoro che stanno conducendo gli scienziati della Southern Illinois University Carbondale.

Biscotti di plastica riciclata

Biscotto
Photo by 11082974 – Pixabay

Durante un congresso svolto a Chicago e organizzato dall’American Chemical Society, un gruppo di ricercatori della Southern Illinois University Carbondale ha presentato un prototipo di biscotto derivato dalla plastica e completamente edibile. La ricetta prevede l’uso di microrganismi durante il processo di lavorazione, come in una sorta di fermentazione rivisitata, che rappresentano il vero punto di forza della tecnologia. Il biscotto (chiamato uBites) è stato prodotto partendo da polietilene tereftalato e scarti della lavorazione del masi trattati prima ad alte temperature e ad alta pressione e poi processati da alcuni lieviti ed infine mescolati ad altri ingredienti più classici. In questo scenario, i microrganismi trasformano le materie prime in nutrienti come grassi e proteine.

Lahiru Jayakody, tra i ricercatori coinvolti nel progetto, spiega che:

Abbiamo dimostrato la produzione di questi ingredienti a partire da biomassa di scarto e substrati derivati dalla plastica, combinandoli con proteine derivate dal lievito per produrre uBites stampati in 3D e arricchiti dal punto di vista nutrizionale.

Attualmente i biscotti non si possono ancora mangiare, ma la speranza è che lo diventino in futuro. A credere nel progetto (e finanziarlo) è persino la Nasa, che punta a impacchettare i biscotti per spedirli nello spazio.

La nuova frontiera della circolarità

Biscotto
Photo by Fabiano_Pimentel – Pixabay

Questa nuova tecnologia, per quanto folle e ancora allo stato embrionale, racchiude in sé i presupposti per essere una vera e propria svolta sia concettuale che pratica, e per rispondere a due problemi enormi a cui dare risposta:

  • il riciclo e lo smaltimento della plastica,
  • l’aumento del fabbisogno alimentare previsto nei prossimi anni.

Come sottolinea anche Jayakody, infatti:

Si prevede che la domanda globale di cibo aumenterà del 35-56% entro il 2050 e circa il 30% della popolazione mondiale sarà a rischio di fame in futuro. La soluzione a questo problema potrebbe risiedere nell’utilizzo dei microbi, che sono molto intelligenti: stiamo usando le loro caratteristiche per risolvere i problemi che abbiamo creato.

I biscotti di plastica, quindi, non risolveranno da soli il problema del fabbisogno alimentare futuro, ma sono la prova che possono esistere strategie di trasformazione dei rifiuti in nuovi prodotti da consumo: un limite oltre il quale non si era mai spinto nessuno. La plastica ormai si utilizza per diversi nuovi usi, e l’Italia è maestra di riciclo, arrivando persino a trasformarla in amminoacidi, ma questa ricerca supera ogni più vivida immaginazione: sarà davvero possibile mangiare la plastica senza alcun rischio?

Biscotti fatti con la plastica: foto e immagini