Addio caldaie a gas dal bonus caldaie: passa l’emendamento
Addio caldaie a gas dal bonus caldaie 2025 grazie ad un emendamento della Lega che il Parlamento ha appena approvato. Grazie all’esclusione delle caldaie a gas dal bonus, l’Italia si allinea finalmente con la Direttiva Case Green dell’Unione Europea e non è più a rischio sanzioni. Ecco come cambia il bonus.

Nei mesi scorsi ha fatto molto parlare di sé la decisione del governo di rinnovare il bonus caldaie, esattamente com’era in passato, ossia includendo nell’incentivo anche le caldaie a gas. Queste però, ricordiamo, vanno in aperta opposizione agli obiettivi della Direttiva Case Green dell’Unione Europea, che per il 2025 ne prevede l’eliminazione definitiva. Infatti, nella Direttiva si legge chiaramente che dovranno essere eliminate tutte le caldaie alimentate da combustibili fossili.
Dopo varie discussioni però, finalmente, il Parlamento ha approvato un emendamento presentato diversi giorni fa dalla Lega, il quale chiedeva di escludere le caldaie a gas dal bonus caldaie. Di conseguenza, non sarà più possibile ottenere detrazioni fiscali se si acquistano caldaie a combustibili fossili, mentre saranno incentivate le soluzioni più green, come le pompe di calore, gli impianti solari termici e le caldaie a biomassa.
Addio caldaie a gas nel bonus caldaie

L’Italia si prepara quindi a dire addio alla vecchia caldaia a gas, almeno per quanto riguarda gli incentivi fiscali. Infatti, il bonus caldaie non include più questo tipo di caldaia, in linea con quanto previsto dalla Direttiva Case Green. Questa decisione, da parte del Governo, indica due cose ben precise:
- la volontà di allinearsi con gli standard europei (e di non incappare in sanzioni);
- la scelta di favorire la transizione verde in Italia.
Così facendo, quindi, le caldaie a combustibili fossili sono totalmente escluse dai bonus governativi che permettono di recuperare una parte della spesa per il recupero edilizio e l’efficientamento energetico, per il triennio 2025-2027. Si tratta di una scelta condivisibile dal punto di vista della transizione verde, ma che probabilmente metterà in difficoltà gli italiani con un reddito medio-basso, poichè le soluzioni green restano ancora troppo costose per molte famiglie.
Green sì, ma solo per pochi

Pompe di calore, impianti solari termici e caldaie a biomassa sono quindi il futuro del riscaldamento residenziale italiano, ma hanno un enorme problema: sono un lusso per molti italiani. La stessa Assotermica, l’associazione di settore, si dichiara fortemente preoccupata:
“Escludere le caldaie a condensazione dai bonus significa tagliare fuori milioni di famiglie dall’efficientamento energetico, indebolendo la transizione ecologica e penalizzando un comparto industriale che genera oltre 3 miliardi di euro di fatturato e offre lavoro a migliaia di imprese”.
Le case in Italia sono principalmente in classe F e G, e le caldaie a condensazione rappresentano una soluzione economica per aumentare la classe energetica, ma se vengono escluse dal bonus, il risultato potrebbe essere una stagnazione degli impianti, invece che la scelta di soluzioni più green. Insomma, la questione è molto più complessa di quanto possa sembrare, e sicuramente apre la strada a diversi tipi di riflessione. Quello che è certo, è che con l’esclusione dei combustibili fossili, l’Italia sta andando verso una direzione più sostenibile, ma che di contro possono permettersi in pochi.
Ad ogni modo, la Legge di Bilancio non è ancora stata pubblicata, e fino a quel momento tutto può ancora succedere, e tutto si può ancora modificare.