Abbandono di rifiuti nel cortile privato, è reato?

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

L’abbandono dei rifiuti in un’area privata come il cortile è considerato reato? Sono previste sanzioni per abbandono dei rifiuti su suolo privato? Se sì, a quanto ammontano? Scopriamo cosa dice la normativa di riferimento e cosa si rischia.

Abbandono di rifiuti
Photo by Daria Nipot – shutterstock

L’abbandono dei rifiuti è un reato ambientale ed è il Testo Unico Ambientale (TUA o “Codice dell’ambiente”) entrato in vigore il 29 aprile 2006 a contenere le principali norme che regolano la disciplina ambientale. Nel dettaglio, è assolutamente vietato abbandonare rifiuti sul suolo e nel sottosuolo e allo stesso mondo nelle acque superficiali e sotterranee. Il divieto è esteso anche ai centri abitati e alle aree rurali, ai mari, ai fiumi, ai laghi e alle falde acquifere. Chi non rispetta la normativa vigente, incorre in sanzioni in base al tipo di rifiuti abbandonati.

Ma cosa succede se i rifiuti vengono abbandonati in un cortile privato? Le amministrazioni comunali possono emettere ordinanze di rimozione e smaltimento dei rifiuti e multare il responsabile? Vediamo cosa dice la legge a riguardo.

Posso abbandonare i rifiuti nel mio cortile privato?

Abbandono di rifiuti
Photo by stoatphoto – shutterstock

Prima di scoprire se l‘abbandono dei rifiuti sul suolo privato costituisce reato, è bene precisare che secondo la legge qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione di disfarsi è considerato rifiuto. Come anticipato, l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sono vietati e chiunque commette il reato viene punito con l’obbligo di rimozione, smaltimento e ripristino dei luoghi e con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300 euro a 3000 euro (la sanzione aumenta in caso di rifiuti pericolosi).

Ma vale lo stesso anche in caso di abbandono di rifiuti in area privata? Se non si tratta di un episodio sporadico, ma il trasporto e sversamento di rifiuti avviene ripetutamente, allora l’autore è responsabile penalmente per il reato previsto all’art. 256 co. 3 D. Lgs 156/2006 che recita:

Chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione di cui agli articoli 208, 209, 210, 211, 212, 214, 215 e 216 è punito:
a) con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi;
b) con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di rifiuti pericolosi…

Abbandono rifiuti, non è reato penale se il cortile è privato

Sull’abbandono dei rifiuti si è espressa anche la Corte di Cassazione con la sentenza 2754 del 20 gennaio 2017. I protagonisti della vicenda sono padre e figlia, accusati di accumulare rifiuti, precisamente materiale ferroso e legnoso, nel cortile condominiale e a ridosso del muro della finestra di un’abitazione dove risiede una famiglia.

Sulla base di una documentazione fotografica, i giudici del Tribunale hanno ritenuto il comportamento della coppia pari a quello di una molestia, sanzionandola con un’ammenda di 300 euro per ciascuno.

Non si tratta però di reato penale in quanto il giardino è di proprietà privata.

Abbandono di rifiuti nel cortile privato: immagini e foto