Terra dei Fuochi: tossicità in aumento tra Napoli e Caserta
Terra dei Fuochi, ritorna e ben forte. I livelli di tossicità nell’area tra Caserta e Napoli Nord sono così elevati da aver raggiunto anche punti in precedenza non toccati. Grazie alle analisi e ai rilevamenti del muschio, indicatore e nuovo vettore per cogliere i livelli di elementi pesanti come mercurio e arsenico.

Un nuovo allarme ecologico e ambientale si abbatte sulla Terra dei Fuochi. Così è nota la pubblico nostrano e internazionale quel territorio campano vittima delle più grandi tragedie e nefandezze sul piano ecologico. E in questo presente lo spettro, in una zona che va dalla provincia di Caserta fino ai comuni dell’area a nord di Napoli tra i più spaventosi a causa dell’elevata percentuale patologie tumorali e malattie croniche. Una paura vivissima ottimamente raccontata dallo scrittore Roberto Saviano tra le pagine di Gomorra e che, a meno di un mese dall’incidente alla zona Asi, ovvero l’area industriale di Caivano-Pascarola, tra le più emblematiche torna ferocemente ad aggredire.
Livelli impressionanti d’inquinamento sono stati rilevati anche in aree che fino ad ora non erano state intaccate. I livelli di tossicità ha fatto registrare la presenza di numerosi elementi pesanti e dannosi che potrebbero contaminare in maniera definitiva l’intera vegetazione del territorio, già devastato sul fronte ambientale.
Già ani addietro, per esempio alcuni studi registrarono la tossicità elevata all’interno di bacini idrici e sistemi fognari di scolo dell’acqua piovana. Ad oggi, una nuova ricerca condotta sul muschio riporta quel terrore ecologico.
Nuovo studio ecologico
Un nuovo studio condotto dalla condotto dall’ Università di Napoli Federico II in collaborazione con la Sbarro Health Research Organization della Temple University di Philadelphia e che mette nuovamente in guardia sul pericolo del disastro ecologico dell’area. I ricercatori hanno raggiunto tali risultati osservando il muschio, un vegetale prezioso. Secondo lo studio edito su Science of the Total Environment, le capacità assorbenti di sostanze venefiche diffuse nell’aria, sono diventate un bioindicatore funzionale.
I campioni racconti nelle zone simbolo dello smaltimenti illegale di rifiuti tossici come Giugliano e le zone di Carditello e della provincia di Caserta, il muschio è stato esposto secondo una certa periodicità. I campioni prima per 21 giorni, poi 42 e 63 giorni sono diventate perfette cavie. Gli esiti parlano chiaro. L’aria è contaminata dalla presenza di rame, mercurio, arsenico, cadmo e altri metalli pesanti.
Un esito che diventa sconvolgente, se confrontato anche con altre località dell’area Nord prima ritenute meno colpite o addirittura immuni dal pericolo Terra dei Fuochi. Ancor più se confrontata dalla presenza di tossicità in località verde come il Monte Faito.
Disastro Ambientale!

Emerge che il grado di contaminazione e di danno biologico nel muschio è simile in entrambe le aree esaminate, nonostante la differenza tra un’area verde poco antropizzata e l’altra industriale. I fumi tossici dei roghi di rifiuti dalle discariche abusive, si disperdono ampiamente nell’ambiente.
Un terrore che ritorna e a poco tempo dalla storica sentenza UE che ha colpito il nostro paese. Questi risultati scientifici fanno alla recente condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) verso l’Italia per la cattiva gestione dell’emergenza Terra dei Fuochi, riconoscendo un rischio imminente per la vita della popolazione e la natura del territorio.