Tassa sul clima e biglietti aerei più cari, inizia Lufthansa

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 5 minuti

I rincari sui biglietti aerei a seguito dell’introduzione sulla tassa sul clima si iniziano a vedere. La prima ad aumentare i costi è stata Lufthansa e, ovviamente, non sono mancate le critiche.

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Rincari biglietti aerei Lufthansa
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Il 25 giugno 2024 verrà ricordato come il giorno in cui i biglietti aerei sono aumentati a causa della tassa sul clima. Ha iniziato Lufthansa, con un comunicato ufficiale per spiegare ai viaggiatori il perché del sovrapprezzo applicato a tutti i biglietti per voli a partire dall’1 gennaio 2025.

Lufthansa è solo la prima compagnia

Secondo quanto dichiarato dall’ufficio stampa della compagnia, la tariffa cambierà in base alla lunghezza della tratta prevista, per un totale compreso tra 1 e 72 euro. Ma Lufthansa è solo la prima di una lunga serie di compagnie aeree che, probabilmente, faranno lo stesso.

A livello comunitario, infatti, dal 2025 tutti i voli con partenza da un aeroporto dell’Unione Europea saranno di fatto obbligati a impiegare una quota minima di carburante sostenibile per l’aviazione (Saf) che, ovviamente, ha un suo costo. E questo costo, a quanto pare, dovranno sostenerlo i viaggiatori.

A essere coinvolti saranno tutti e 27 Paesi dell’Unione Europea, insieme a Gran Bretagna, Norvegia e Svizzera.

Il piano europeo per le emissioni zero

Tutto ciò è perfettamente in linea con quanto stabilito dalla stessa Unione Europea: entro il 2025 bisognerà raggiungere le emissioni zero nette, che prevedono la totale eliminazione delle attuali emissioni di gas serra.

É comunque prevista una tappa intermedia nel 2030, com una riduzione del -55%; al contempo, Bruxelles concede anche la possibilità di compensare le emissioni piantando nuovi alberi o riassorbendo meccanicamente la CO2 già emessa.

Più nello specifico, il pacchetto comunitario ReFuelEu stabilisce che, dal 2025, tutti i voli in partenza da un qualsiasi aeroporto dell’Unione Europea saranno obbligati a impiegare una minima quota di carburante sostenibile per l’aviazione (SAF):

  • 2% dal 2025;
  • 6% nel 2030;
  • 20% nel 2035;
  • 34% nel 2040;
  • 42% nel 2045;
  • 70% nel 2050

Questa quota obbligatoria, però, prevede anche la presenza dei carburanti sintetici, i cosiddetti e-kerosene:

  • 1,2% nel 2030;
  • 5% nel 2035;
  • 35% nel 2050

Ovviamente, questa transizione green ha dei costi; per questo, per raggiungere gli obiettivi prefissati, le compagnie aeree dovranno sostenere circa 800 miliardi di costi aggiuntivi, portando così la spesa complessiva per il cambiamento energetico di tutto il settore a quasi 1900 miliardi di euro.

Inoltre, sul sito del Consiglio Europeo è stata pubblicata una pagina dal titolo “8 modi in cui la vita nell’Ue sta diventando più verde”, dove si chiarisce anche il ruolo della transizione energetica per i viaggi aerei. In particolare, si legge:

Attualmente l’aviazione fa affidamento quasi esclusivamente sui combustibili fossili. Viaggiare in aereo ha un impatto elevato sul bilancio complessivo delle emissioni dell’Ue. Ad esempio, un volo di andata e ritorno da Lisbona a New York genera all’incirca lo stesso livello di emissioni che una persona in media nell’Ue genera per riscaldare la propria casa per un anno intero. Secondo le nuove regole, il settore dell’aviazione vedrà un aumento nell’uso di carburanti sostenibili.

Cos’è il carburante sostenibile per l’aviazione (SAF)?

Per chi non lo sapesse, il Saf (carburante sostenibile per l’aviazione) è, appunto, un carburante liquido che viene al momento impiegato nell’aviazione commerciale in grado di ridurre le emissioni di CO2 fino all’80%.

Carburante Aereo
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Il Saf si può produrre da diverse fonti, compresi oli e grassi usati, colture non alimentari e rifiuti verdi e urbani. Non solo, perché può essere prodotto anche sinteticamente attraverso un processo che cattura il carbonio direttamente dall’aria.

I costi aumenteranno ma, forse, sarà possibile salvare – anche se in minima parte – il Pianeta.

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