Siccità globale: a rischio il futuro di 5 miliardi di persone

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

I tre quarti delle terre emerse sul nostro Pianeta sono afflitte da aridità e siccità, talmente in aumento da poter coinvolgere circa 5 miliardi di persone entro il 2100.

siccità
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Tra le conseguenze ormai note della crisi climatica in corso rientrano i fenomeni meteorologici estremi che, con il passare del tempo, diventeranno una routine; sempre più zone della Terra, infatti, saranno colpite puntualmente da inondazioni, temporali, piogge torrenziali e ce ne saranno altre, invece, che dovranno fare i conti con una siccità a dir poco insostenibile.

Il report delle Nazioni Unite

Di questa dualità si parla in un ultimo report delle Nazioni Unite, che illustra dati e proiezioni su quella che è stata definita “crisi dell’aridità”. In pratica, la Terra è sempre più secca e gli abitanti che ne soffriranno saranno sempre di più.

Il report, che evidenzia sia la situazione attuale, sia possibili proiezioni e previsioni future, è colmo di dati e informazioni, talmente tanti che sarebbe quasi impossibile riassumerli. I più importanti riguardano, appunto, le zone colpite da aridità: negli ultimi 30 anni, infatti, il 77,6% delle terre emerse ha avuto a che fare con questa condizione estrema.

Le zone aride coprono una superficie di 4,3 milioni di kmq e, attualmente, corrispondono al 40,6% delle terre emerse, Antartide esclusa. Sempre negli ultimi 30 anni, il 7,6% del territorio terrestre ha superato una qualche soglia di aridità passando, per esempio, da “zona non arida” a “zona arida”, oppure da “zona poco arida” a “zona molto arida”.

Previsioni future

Le previsioni sa qui al 2100 non sono delle migliori: ci si aspetta, infatti, che la condizione di aridità e siccità coinvolgerà un ulteriore 3% delle terre emerse, toccando circa 5 miliardi di persone.

Tra le aree più colpite figurano Stati Uniti occidentali, Brasile, Africa centrale e tutta l’area mediterranea. Insomma, un quadro che lascia poco spazio alla speranza.

Eppure gli scienziati lasciano una piccola luce accesa: presso l’Università di Osaka, per esempio, si sta lavorando su un nuovo materiale in grado di raccogliere acqua dall’aria a basse temperature, che potrebbe quindi rivelarsi estremamente utile in caso di emergenze idriche nelle zone particolarmente aride.

Siccità
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Quest’anno la Sicilia, la Sardegna e il sud Italia sono stati gravemente colpiti dalla siccità e, ancora adesso, molte città si ritrovano senza acqua potabile o, comunque, a doverla razionare per soddisfare le esigenze di tutti gli abitanti. La vera speranza, quindi, è che il trend attuale possa invertirsi e concedere un respiro di sollievo al nostro pianeta.

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