Patate a rischio in Francia: il caldo minaccia i raccolti
Patate a rischio in Francia: dopo le cinque ondate di calore dei mesi scorsi e la grave siccità che sta investendo il Paese, i produttori temono un crollo dei raccolti e una stagione particolarmente difficile. Ecco come stanno le cose, e cosa può comportare questo a livello europeo.
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Il riscaldamento globale sta facendo vivere agli europei l’estate più calda e difficile di sempre. A fare i conti con le temperature sempre più alte, la siccità e l’afa, infatti, non sono solo le città e i residenti dei centri urbani, ma anche le realtà agricole, che in molti casi devono fronteggiare raccolti più scarsi o danneggiati e una crisi mai vista prima.
Ne è un esempio la raccolta di patate in Francia, che in seguito alle 5 ondate di calore che hanno investito il Paese e alla siccità che ancora tiene sotto scacco i nostri cugini d’oltralpe, potrebbe subire un vero e proprio crollo. I produttori si dicono preoccupati, e preannunciano una stagione particolarmente difficile. Ecco cosa sta succedendo e quali conseguenze ci saranno.
Patate a rischio in Francia

L’Unione nazionale dei produttori di patate (UNPT) francese rivela che la produzione di patate potrebbe diminuire del 23% in un anno. Si tratta di un calo enorme, che renderebbe questa stagione una delle peggiori mai registrate per la filiera. La stessa organizzazione, infatti, ammette che:
Questa campagna potrebbe segnare uno dei più forti crolli di produzione mai registrati per la produzione di patate in Francia. Il rendimento è il più basso registrato da oltre 30 anni.
Mediamente, la resa delle patate da consumo dovrebbe raggiungere solo 37,4 tonnellate per ettaro, dato bassissimo rispetto alle 43,5 tonnellate dello scorso anno, e persino più marcato di quello provocato dalla storica siccità del 2022. Si tratta di una situazione allarmante, che preoccupa molti produttori che, in alcuni casi, potrebbero dover fare i conti con perdite importanti e una minaccia seria all’equilibrio economico. Il problema è che molte delle aziende produttrici non sono in grado di far fronte alle conseguenze economiche disastrose di questa situazione eccezionale, e la diminuzione delle rese potrebbe impedire ad alcuni produttori di rispettare i volumi previsti nei loro contratti con l’industria.
Per questo, la categoria chiede che i volumi messi a contratto siano adeguati alla realtà del raccolto, e i produttori reclamano un sostegno eccezionale, sollecitando il governo ad avviare un dialogo determinato con i partner europei. L’obiettivo è quello di evitare una doppia penalizzazione:
- perdite agricoli considerevoli,
- difficoltà commerciali sia nazionali che europee.
Agricoltura sotto pressione

Questo caldo e questa siccità stanno mettendo a dura prova il settore agricolo e quello degli allevamenti, e con l’avvicinarsi della raccolta, cresce la preoccupazione lungo la filiera. Questa campagna, che potrebbe lasciare un segno duraturo sulla produzione francese di patate, non è l’unica ad essere sotto pressione per la crisi climatica, le ondate di calore e il surriscaldamento globale. L’estate 2026, infatti, ha fatto crollare le previsioni di resa dei raccolti estivi in tutta Europa, con una media inferiore del 14% rispetto agli ultimi 5 anni.
La Francia è uno dei Paesi che registra i danni maggiori, ma le fanno compagnia anche l’Italia (in particolare al Nord e al Centro), il sud della Germania, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria e la Romania occidentale. Tra le colture, a soffrire di più sono il mais, il girasole, le patate e la soia. A preoccupare la Francia, inoltre, ci sono ingenti perdite di ortaggi e una vendemmia estremamente precoce.