Caldo estremo? Il riso si salva con le nanoparticelle

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Scoperto nuovo modo per proteggere il riso dalle ondate di calore: si spruzzano i raccolti con nanoparticelle di ossido di zinco!

Pianta, Riso
Photo by romeuramosribeiro – Pixabay

Tra gli effetti del cambiamento climatico rientrano le devastanti ondate di calore che, soprattutto negli ultimi anni, hanno causato non pochi problemi a tutti gli esseri viventi, piante comprese. L’agricoltura, infatti, è tra i settori maggiormente colpiti, con raccolti andati perduti e altri gravemente compromessi. Forse, però, è stata trovata una soluzione efficace per proteggere il riso dal caldo estremo.

L’ossido di zinco è un’ottima arma contro il caldo

Tra le coltivazioni più coinvolte dalle ondate di calore c’è quella del riso: numerosi studi hanno dimostrato che il caldo estremo riduce la produttività di queste piante (arrivando anche a ucciderle, in alcuni casi) e proprio per questo si lavora da diversi anni su un modo per proteggere i raccolti e garantire la continuità della produzione.

Proprio un recente studio pubblicato su PNAS ne suggerisce uno, che prevede l’impiego di nanoparticelle di ossido di zinco da spruzzare sulle coltivazioni di riso. Questo perché l’ossido di zinco è parte essenziale del metabolismo di queste piante, tanto da essere utilizzato da secoli come fertilizzante dai contadini cinesi. Se, poi, viene impiegato sotto forma di nanoparticelle è possibile farlo passare attraverso i pori delle foglie per arrivare al cuore delle piante.

Il team, quindi, ha voluto fare una prova e constatare se realmente una sostanza che aiuta il metabolismo delle piante sia anche in grado di proteggerle dal caldo. Ha spruzzato alcune piante di riso con una soluzione a base di nanoparticelle di ossido di zinco, per poi collocarle in una serra con temperature sempre più alte.

Risultati straordinari e incoraggianti

I risultati ottenuti promettono molto bene: le piante spruzzate con ossido di zinco hanno prodotto il 22% in più rispetto a quelle spruzzate con sola acqua. Ma non solo, perché il riso ottenuto da piante “protette” ha mostrato un più alto contenuto di nutrienti.

Lo stesso è accaduto spruzzando la sostanza su alcune piante mantenute, poi, a una temperatura normale: le piante arricchite con ossido di zinco hanno prodotto di più.

Pianta, Riso
Photo by congerdesign – Pixabay

Se questi risultati dovessero confermarsi anche in natura si arriverebbe, finalmente, a una prima soluzione al problema delle ondate di calore e all’impatto che hanno sui raccolti di tutto il mondo. Sono ormai diversi i cibi ai quali bisognerà rinunciare per colpa del cambiamento climatico e la speranza è che il riso e i suoi derivati non siano tra questi!

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