Combattere la siccità: in Sicilia l’idea assurda scatena le proteste

Autore:
MariaAnna Ingrosso
  • Laurea in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 3 minuti

Il problema della siccità rende sempre più drammatica la situazione per gli agricoltori: in Sicilia è emersa una soluzione fuori dagli schemi che ha fatto storcere il naso agli ambientalisti.

Siccità
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La crisi climatica continua a far sentire i suoi effetti, distruggendo le campagne con l’inarrestabile siccità. Un fenomeno che rende sempre più difficile la vita degli agricoltori in Sicilia, tanto da richiamare l’attenzione nazionale e scatenare importanti dibattiti. La questione si è aperta a seguito della messa in onda di un servizio del TGR, durante il quale si è fatta luce sulle problematiche che vedono protagonisti i campi della provincia di Ragusa.

Niente più acqua per 500 aziende agricole, a seguito della decisione dell’Eni di preservare le acque della diga Ragoleto di Licodia per il corretto funzionamento della petrolchimica di Gela. A prendere la parola è stato il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonio Pirrè, il quale ha avanzato l’originale idea: spostare i pesci dalla diga in altra locazione consentirebbe di liberare risorse utili da utilizzare per l’agricoltura.

Spostare i pesci per sfruttare l’acqua: risponde Legambiente

Pesci, Lago
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Una parte dell’acqua della diga Ragoleto è destinata all’industria (800mila metri cubi), mentre la restante si divide tra agricoltura ed uso domestico. Quel che porta a pensare ad estremi rimedi dunque, è la necessità di poter utilizzare anche quella che, in teoria, spetterebbe di diritto alla fauna ittica. Ma come potrebbe avvenire? Si parla di un vero e proprio “travaso” di pesci, che verrebbero prelevati dalla diga Ragoleto e spostati nel lago di Lentini, in provincia di Siracusa.

Lo stesso accadrebbe inoltre, secondo le ipotesi, anche trasferendo i pesci dal lago Ancipa ai Nebrodi. Immediata è  stata la replica arrivata da Legambiente, in totale disaccordo con questa possibilità. Si tratta di “zone protette, con condizioni molto differenti”, ha evidenziato l’associazione. I pesci infatti, secondo quanto spiegato, potrebbero andare incontro a serie problematiche a causa delle diverse temperature e della presenza di altri predatori e prede. Un ecosistema dunque, che non avrebbe alcun modo vivere in armonia.

I tecnici lavorano alle analisi dei laghi: al vaglio l’ipotesi

Sicilia, Lago
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Le conseguenze devastanti della siccità continuano a mettere in ginocchio le campagne siciliane e costringono perciò, a non escludere alcuna soluzione seppur drastica. Il trasloco dei pesci tuttavia, rimane per il momento soltanto una mera ipotesi ancora tutta da valutare, tramite accurate analisi che non tarderanno ad essere svolte. In caso di esito positivo, la fauna potrebbe essere trasferita nel periodo di settembre, ma prima i risultati dovranno parlare molto chiaro.

Nel corso di queste settimane infatti, si procederà allo studio specifico di tutte le specie che attualmente popolano i rispettivi laghi, in modo tale da prevedere quale impatto potrebbe avere la loro dislocazione da un’acqua all’altra. A convincere ancor di più a ricorrere presto a misure decisive non è soltanto la crisi dell’agricoltura ma anche quella turistica, conseguenza diretta e preoccupante allo stesso modo. La Sicilia infatti, basa gran parte dei suoi interessi economici proprio su questo sviluppatissimo settore, anch’esso messo in seria crisi dalla siccità. Resta dunque, argomento di discussione irrisolto tra presidente della Regione e sindaci.

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