Siccità in Sicilia: nessun segno di miglioramento

Autore:
Francesca Naima Bartocci
  • Laurea in Lettere - Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne
Tempo di lettura: 4 minuti

La siccità in Sicilia peggiora giorno dopo giorno, mettendo la regione in una situazione di grave pericolo su più fronti.

Siccità Lago di Pergusa
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Entro il 2030, circa un terzo della Sicilia potrebbe essere desertica: un dato allarmante e anche tristemente probabile, se si guarda all’attuale situazione in cui è immersa l’isola.

Un momento di siccità che era stato preannunciato e che con l’arrivo del caldo estivo, è peggiorato rapidamente. Lo stato di emergenza per la siccità in Sicilia è stato deliberato lo scorso 6 maggio dal Consiglio dei ministri, dopo la richiesta presentata dalla Regione Sicilia a causa del deficit idrico.

A due mesi di distanza la situazione nella regione continua a essere “di emergenza”: non piove, le temperature si alzano, diversi laghi si stanno prosciugando, manca l’acqua per il bestiame e per l’agricoltura e diventano palesi le conseguenze di anni in cui necessari interventi sugli invasi e sulle reti idriche, non sono mai avvenuti.

Sicilia: da mesi senza acqua, nessun miglioramento

Siccità
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Della crisi idrica in Sicilia si parla da mesi e vi sono aggiornamenti continui su una situazione in visibile peggioramento. Dagli animali costretti a “bere dal fango”, ai raccolti azzerati fino ai laghi ormai inesistenti: risale al 26 giugno scorso la segnalazione ufficiale da parte di Legambiente, relativa alla scomparsa del Lago di Pergusa:

La sua scomparsa, di certo imputabile alla gravissima crisi climatica che attanaglia la Sicilia, è stata però velocizzata dalla totale disattenzione e dall’inerzia degli Enti che, invece, avrebbero dovuto intervenire a vario titolo

Ha denunciato Legambiente, mettendo in evidenza uno dei motivi per cui la crisi idrica è tanto difficile da gestire: oltre infatti alle evidenti conseguenze della crisi climatica, la poca azione e attenzione degli Enti di competenza ha reso ancora più complessa una dinamica già pesante.

Negli ultimi giorni le province più in crisi sono Enna, Agrigento e Caltanisetta: per esempio a Bivona (Ag) dei 10 milioni di metri cubi d’acqua disponibili, quest’anno se ne hanno solo 2, e sempre in provincia di Agrigento la diga di Furore a Naro (sul torrente Grancifone) è letteralmente dimezzata (la capacità della diga è ridotta del 50%).

Sicilia, crisi idrica: la denuncia di Coldiretti e le ultime novità

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Autore: ArtTower / Pixabay

Risale a pochi giorni fa la denuncia di Coldiretti Sicilia per la situazione di grave siccità nella regione che sembra essere “ignorata” da chi di competenza.

Necessari interventi urgenti purché la Sicilia possa iniziare a reagire alla mancanza di un bene fondamentale come l’acqua; intanto, denunciano da Coldiretti, le soluzioni per ora messe in atto sono alquanto discutibili:

La storia si ripete. Lo stanziamento di sette milioni e mezzo di euro per gli agrumicoltori è stata un’operazione fallimentare. Si tratta di un’iniziativa assunta, senza condivisione, dall’assessorato regionale dell’Agricoltura ad inizio gennaio 2024 che oltre ad aver determinato una diminuzione del prezzo delle arance per l’industria, non ha portato agli agricoltori neanche un euro.

Coldiretti denuncia iter troppo complessi e tempistiche che sono troppo lunghe rispetto l’avanzare della crisi idrica e tutte le conseguenze sociali, economiche, ambientali che essa comporta.

Gli agricoltori stimano un crollo della produzione tra il 70 e il 90% e pur di salvare il salvabile, è in atto la così definita “irrigazione di soccorso”: una soluzione immediata per aiutare la sopravvivenza delle piante, che così possono almeno completare il loro ciclo, altrimenti bloccato dal troppo caldo e dalla siccità.

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