Sempre più satelliti sopra le nostre teste: il nuovo allarme sull’inquinamento orbitale

Autore:
Erika Fameli
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Le megacostallazioni inquinanti di satelliti come Starlink o Amazon stanno sporcando i nostri cieli, e in maniera molto più grave di quanto si possa pensare. Se continua così, entro il 2030 si arriverà addirittura al 42% del totale delle emissioni prodotte dall’industria spaziale: è il momento di parlarne.

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Satelliti
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Quando si parla di satelliti come Starlink o Amazon, raramente ci si chiede quale sia il loro impatto a livello ambientale, ma forse è arrivato il momento di parlarne un pò di più. Un recente studio apparso su Earth’s Future, infatti, afferma che la fuliggine immessa in alta atmosfera dai lanci di satelliti potrebbe avere un effetto raffreddante sulla bassa atmosfera terrestre dalle variabili incontrollate e crescenti a ritmi esponenziali.

Se si continua su questo cammino, entro il 2030 l’inquinamento generato dalle megacostellazioni di satelliti costituirà il 42% del totale delle emissioni prodotte dall’industria spaziale: una percentuale altissima, e che bisogna abbassare ad ogni costo.

Megacostellazioni inquinanti

Satelliti
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Una ricerca pubblicata su Earth’s Future ha esaminato i lanci e i rientri dei satelliti delle megacostellaizoni, ossia le reti di decine di migliaia di satelliti lanciati in gruppi numerosi in atmosfera a partire dal 2019, da Starlink e altre aziende aerospaziali private. A portare avanti lo studio è stato un team di scienziati dell’University College di Londra, i quali hanno evidenziato che le emissioni che queste megacostellazioni rilasciano sono estremamente lente a disperdersi, e anche molto pervasive.

Essendo le correnti molto lente, infatti, la fuliggine prodotta dalle megacostellazioni rimane nell’alta atmosfera per anni interi, portando con sé un potenziale di alterazione del clima fino a 540 volte più alto delle emissioni prodotte da auto o fabbriche sulla Terra. Questa fuliggine proviene dal cherosene dei carburanti dei razzi e, considerando che entro il 2029 l’industria spaziale ne rilascerà circa 870 tonnellate l’anno, le dimensioni dell’emergenza sono facilmente intuibili: si tratta di più del totale della fuliggine contenuta nelle emissioni annue di tutte le auto del Regno Unito messe insieme.

Rischi e conseguenze

Scie, Luminose
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I dati della ricerca si basano sui primi 3 anni di lanci a pieno regime (2020-2022), ma già dal 2023 al 2025 il ritmo è stato superiore delle previsioni, per cui i calcoli degli scienziati potrebbero addirittura essere riduttivi rispetto alle emissioni effettive. Basti pensare che solo nel 2025 i lanci dei satelliti parte di megacostellazioni sono triplicati rispetto al 2020. Fino ad oggi, riguardo questi lanci nello spazio si era preso in considerazione solamente l’inquinamento luminoso, ma questa ricerca evidenzia che questo non è l’unico tipo di interferenza che gli oggetti spaziali hanno sull’ambiente.

La minaccia sta nella diminuzione della quantità di luce solare che l’accumulo di fuliggine provoca. Questo genera un effetto raffreddante sulla superficie terrestre, che a primo impatto può sembrare come una conseguenza positiva, ma che in realtà rischia di intaccare l’equilibrio chimico della stratosfera, l’ultimo involucro ancora incontaminato del Pianeta. Unica notizia positiva è che, almeno dal punto di vista delle altre sostanze chimiche che queste rilasciano nell’atmosfera, come i composti del cloro, l’impatto sull’ozonosfera sarà contenuto. Le conseguenze negative sono tutta un’altra storia:

  • fuliggine nell’aria,
  • dispersione lenta,
  • intercettazione dei raggi solari,
  • raffreddamento della superficie terrestre,
  • alterazione dell’equilibrio chimico della stratosfera.

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