Roma è sempre più tropicale: Legambiente lancia l’allarme
Roma è sempre più tropicale: i dati di Legambiente registrano un aumento della temperatura media di 2,6 gradi dal 1960 ad oggi. Con la campagna Che caldo che fa, l’associazione svela gli effetti del cambiamento climatico sulla Capitale, e non sono affatto buone notizie.
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A Roma il clima è sempre più torrido. I romani lo sanno bene, tanto che la città diventa un deserto nel mese di agosto e tutti cercano di scappare nelle seconde case o sui lidi più vicini per trovare un pò di refrigerio. Tra le strade della Capitale nei mesi estivi non è più raro assistere a malori o insolazioni, e anche gli orari di lavoro stanno cambiando per permettere ai cittadini di non soccombere al caldo.
Si tratta di una situazione evidente e sotto gli occhi di tutti, ma che Legambiente ha messo nero su bianco con la sua campagna Che caldo che fa. I dati raccolti dall’associazione, infatti, svelano che negli ultimi 10 anni l’80% dei quartieri della Capitale ha registrato temperature medie diurne al suolo tra i 40 e i 45°C e che la temperatura media è aumentata di 2,6 gradi dal 1960 ad oggi.
Roma è sempre più tropicale

Un nuovo studio di Legambiente fotografa gli effetti del cambiamento climatico sulla Città Eterna, e restituisce un’istantanea bollente. Roma è diventata, ormai, una città tropicale, con l’80% dei quartieri che in estate superano i 40 gradi e che, in alcuni casi, superano addirittura i 45°C. In città la temperatura media è aumentata di 2,6 gradi dal 1960, ma a fare davvero la differenza è l’umidità. A Roma c’è un’afa insostenibile, che soprattutto grazie alle distese di asfalto che soffocano il suolo romano, sta diventando un problema serio sia per la vivibilità cittadina che per la salute di romani e turisti. Con la campagna Che caldo che fa, Legambiente vuole sottolineare proprio la pericolosità di questa situazione, e individuare possibili soluzioni alla tropicalizzazione della Capitale.
Tra i quartieri più caldi c’è l’Alessandrino, nel quadrante est della città, che negli ultimi 10 anni ha registrato una temperatura media diurna al suolo che supera i 45°C, e che proprio per le sue temperature da record si aggiudica la maglia nera per carenza di alberature e poca cura dello scarso verde urbano ancora presente. Al contrario, le zone con maggiore presenza di verde, come Castel Porziano e Castel Fusano, risultano tra le aree più fresche della città. Quello che emerge da questi dati è come Roma abbia bisogno di più fresco, e come questo passi per:
- alberature,
- superfici permeabili,
- spazi verdi,
- depavimentazione.
Una Capitale più vivibile

Per rendere Roma più vivibile, quindi, serve più verde. Legambiente, infatti, afferma che tra servizi e strutture, il 70% della città è esposta al sole nelle ore centrali della giornata, e che alla fermata degli autobus l’asfalto raggiunge una temperatura che sfiora i 60 gradi. Per risolvere questa situazione sempre più al limite, Legambiente lancia quindi un appello:
Non è caldo, è crisi climatica: l’esecutivo stanzi subito i fondi per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e definisca una strategia nazionale per i rifugi climatici. Legambiente è soddisfatta del Piano Caldo annunciato dal primo cittadino, ma chiede più interventi di depaving e rigenerazione dei suoli urbani, più alberature e infrastrutture blu. Al governatore Rocca chiediamo di far nascere finalmente il grande Parco regionale del Tevere.
I progetti green nella Capitale non mancano, e spaziano dai vigneti urbani alla creazione di nuovi spazi verdi, ma molto resta ancora da fare per rendere la città vivibile anche durante i mesi estivi.