Prima casa in Italia: più di 1/4 sceglie casa in affitto

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 4 minuti

Per la propria prima casa in Italia, più del 25% della popolazione sceglie l’affitto, e le motivazioni sono le più disparate. Gli italiani non vogliono più investire nel mattone o ci sono cause di forza maggiore ad impedire l’acquisto? Ecco come sta cambiando il mercato immobiliare in Italia.

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In Italia l’interesse verso il mercato immobiliare è sempre molto alto, ma mai statico. Questo vuol dire, in buona sostanza, che agli italiani il mattone piace sempre tanto, ma cambia il loro modo di viverlo! Nello specifico, quello che negli ultimi anni si è verificato, è lo spostamento dell’attenzione dall’acquisto alla locazione, dopo tantissimi anni in cui vivere in affitto era considerato se non sconveniente, sicuramente una cosa dettata da cause di forza maggiore.

Infatti, sebbene il concetto secondo cui i soldi pagati per un affitto sono soldi persi è ancora fortemente condiviso, iniziano a farsi strada altre motivazioni e altri fenomeni, che non solo si affiancano a questo modo di pensare, ma lo stravolgono totalmente. A dirci tutto questo è un rapporto a cura di Scenari Immobiliari, una società che si occupa proprio di studiare e fare ricerche di mercato nell’ambito immobiliare, e che attualmente ci descrive una situazione del tutto diversa da quella a cui siamo abituati in Italia.

Prima casa in Italia

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Dalla collaborazione tra Scenari Immobiliari e Abitare Co. è nato un interessante report chiamato “La locazione in Italia e in Europa”, che ci mostra un’Italia nettamente differente da quella a cui siamo abituati a pensare, in campo immobiliare. Se infatti si pensa che gli italiani la soluzione dell’affitto a lungo termine non la prendano nemmeno in considerazione, o riguardi esclusivamente dei periodi circoscritti e definiti della vita, la realtà è ben diversa perché oggi più di un quarto degli italiani ha come prima casa proprio un affitto!

Questo spostamento di interesse dall’acquisto alla locazione si ritrova anche a livello europeo, ed è sintomo di un vero e proprio fenomeno sociale. Nato principalmente a causa dell’inflazione e dei tassi di interesse in costante crescita, che hanno impedito a molti di accedere ai mutui, chi si è ritrovato a dover scegliere l’affitto oggi ha iniziato a valutare anche gli aspetti positivi del vivere in affitto.

Come cambia il mercato immobiliare italiano

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In passato gli italiani hanno volto tutta la loro attenzione all’investimento nel comprare una casa principalmente per tre motivi:

  • la scarsa fiducia nei confronti dello Stato;
  • l’introduzione dell’equo canone;
  • la difficoltà per i proprietari di sfrattare gli inquilini insolventi.

Questi fattori, combinati insieme, hanno fatto sì che in pochi optassero per la locazione a lungo termine per il proprio secondo immobile, e di conseguenza che per gli inquilini le case a disposizione in affitto fossero sempre poche e con tantissime regole cui sottostare. Fondamentalmente si stava in affitto in attesa di comprare casa.

Oggi invece la situazione è nettamente diversa, soprattutto per i giovani: da un lato hanno redditi talmente bassi da non poter nemmeno considerare, in alcuni casi, la possibilità di acquistare una casa, mentre dall’altro giovano della maggiore flessibilità che l’affitto garantisce. Se si perde il lavoro, per esempio, un conto è interrompere un contratto d’affitto e un conto è dover sostenere comunque la rata di un mutuo!

A tutto questo va aggiunta la particolare situazione degli affitti brevi in Italia, e l’andamento dei prezzi, perché le città con più richiesta sono infatti anche quelle con i canoni più alti. Nonostante questo, e nonostante i recenti ribassi dei tassi di interesse, i prezzi delle case in vendita aumentano e gli affitti continuano ad andare meglio delle compravendite! Cosa servirebbe? Secondo Mario Breglia, Presidente di Scenari Immobiliari, una maggiore assistenza dello Stato e la messa in uso delle migliaia di abitazioni non utilizzabili in Italia perché da riqualificare, che darebbero una bella smossa al mercato immobiliare italiano. Basti pensare che queste, ricorda Breglia, solo a Milano sono più di 10.000!

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