Più usiamo l’intelligenza artificiale, più cresce questa enorme richiesta: il paradosso che preoccupa
Da un lato, è record delle energie rinnovabili; dall’altro, la diffusione a macchia d’olio dei data center fa aumentare il fabbisogno energetico e mette sotto pressione le reti elettriche. A tracciare una possibile strategia per invertire la rotta è l’Onu che punta a riforme strutturali per combattere il cambiamento climatico.
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I dati contenuti nel rapporto dell’Onu, intitolato Limiting Overshoot Spotlight, realizzato con il contributo dell’UNEP (United Nations Environment Programme) e dell’ETC (Exchange Traded Commodity), suonano come un vero e proprio campanello d’allarme per il futuro del clima. L’aumento della temperatura globale è destinato a superare la soglia di 1,5 °C, spingendo i rischi e gli impatti climatici a livelli sempre più critici. Il quadro però presenta una contraddizione. Da una parte, le energie rinnovabili continuano a crescere mentre dall’altra, la domanda di elettricità ha registrato un forte aumento. Una maggiore disponibilità di energia pulita dovrebbe, in teoria, contribuire a ridurre le emissioni. Ma la realtà è molto più complessa di così. A spingere verso l’alto i consumi è soprattutto la crescente digitalizzazione e lo sviluppo di nuove tecnologie. È come se la stessa innovazione ci stesse facendo arretrare nella lotta al cambiamento climatico. Più la tecnologia si sviluppa, più aumenta il fabbisogno energetico necessario per sostenerla. Per questo motivo, la transizione energetica non deve limitarsi alla crescita delle fonti rinnovabili, ma deve essere accompagnata da un taglio netto dei consumi.
IA e clima: perché l’intelligenza artificiale blocca la transizione verde

Negli scenari più ottimistici si prevede che l’aumento della temperatura globale possa raggiungere 1,8 °C , comportando rischi sempre maggiori per clima ed ecosistemi. In questo contesto, è importante soffermarsi sul ruolo dei data center la cui espansione è strettamente legata al boom dell’IA. Come evidenziato da un’analisi di AIPIA, l’associazione italiana di riferimento per i professionisti dell’Intelligenza Artificiale, i data center richiedono un’enorme quantità di energia per alimentare e raffreddare i sistemi informatici. Inoltre, il problema principale risiede nella quantità di richieste all’IA e nella continua crescita delle infrastrutture necessarie per sostenerle.
Ed è paradossale perché questa tecnologia viene utilizzata anche per ridurre i consumi e le emissioni in diversi settori. In altre parole, l’IA aumenta la domanda di energia, ma allo stesso tempo contribuisce a risparmiarla. Il punto focale della questione sta nel capire se i benefici ambientali siano superiori all’energia e alle emissioni necessarie per sviluppare i sistemi di IA.
La strategia Onu

Secondo l’Onu, per limitare il più possibile il superamento della soglia di 1,5 °C, bisogna effettuare interventi rapidi e concreti. I rapporti dell’UNEP ed ETC mostrano una convergenza sulle azioni più urgenti da compiere, ovvero le seguenti:
- la riduzione delle emissioni di metano: questo gas serra riscalda molto più intensamente il pianeta, pur rimanendo in atmosfera per un periodo più breve rispetto all’anidride carbonica.
- l’abbandono graduale delle infrastrutture basate sui combustibili fossili: è importante interrompere gli investimenti in queste strutture e optare per alternative più pulite.
- sviluppo delle energie rinnovabili: aumentare la quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili fino al 60-70% entro il 2030.