Pubblicata la nuova Direttiva IED per le emissioni industriali

Autore:
Chiara Zanetti
  • Copywriter
Tempo di lettura: 6 minuti

La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ha pubblicato lo scorso 15 luglio la nuova Direttiva IED per le emissioni industriali, questo allo scopo di ridurre l’inquinamento e tutelare sia l’ambiente sia la salute delle persone degli Stati membri.

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In data 15 luglio 2024, è stata pubblicata la nuova Direttiva IED per le emissioni industriali. La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ha infatti divulgato il documento che rettifica quello 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio su questo tema. IED è proprio l’acronimo di “Industrial Emission Directive”, che possiamo tradurre come “Direttiva sulle emissioni industriali”.

I primi tentativi di ridurre le emissioni di sostanze inquinanti nell’ambiente (anche su un piano di prevenzione) risalgono al 1996. In quell’anno, la Comunità europea scelse di fare proprie delle disposizioni comuni con la pubblicazione della direttiva 96/61/CE. Abrogarono poi il primo documento nel gennaio 2008 per adottare la direttiva nota come IPPC (“Integrated Pollution Prevention and Control”). La IPPC tentava di completare il quadro normativo integrandolo nuovamente due anni dopo, proprio con la Direttiva IED 2010/75/UE.

Il quadro di regolamentazione in questione, rettificato e pubblicato oggi, definisce gli obblighi ambientali a cui devono attenersi gli impianti industriali delle categorie dell’Allegato I.
Nel documento si parla della necessità di ricorrere alle migliori misure possibili per limitare l’impatto ambientale delle sostanze inquinanti. Ci si riferisce anche all’obbligo di impiegare le migliori tecniche disponibili in linea con questo obiettivo.

Queste tecniche sono indicate come BAT (Best Available Techniques; migliori tecniche disponibili), e sono indispensabili per ottenere le autorizzazioni da parte degli Stati membri per procedere con l’attività. Nello specifico, si ammettono le tecniche segnalate in documenti noti come BRefs (BAT Reference Documents), dei veri e propri rapporti che analizzano i processi industriali  nell’ambito dei settori di pertinenza della Direttiva. È possibile scaricare i BRefs dal sito dell’European Integrated Pollution Prevention and Control Bureau.

Le tecniche adatte a raggiungere lo scopo prefissato mirano altresì ad abbassare i consumi energetici, migliorando nel contempo la produttività e la qualità stessa della merce.

La Direttiva IED in Italia: alcune novità

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Per quanto riguarda l’Italia, la Direttiva IED è stata recepita dapprima attraverso l’emanazione del D. Lgs. n. 46 del 4 marzo 2014, il quale modificava e integrava il D. Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006, generalmente chiamato “Testo Unico Ambientale”.

Per preservare l’ambiente, si intende ridurre in maniera progressiva le emissioni di sostanze nocive nell’aria, nell’acqua e nel terreno. Anche si mira a vietare, laddove fattibile, la produzione di rifiuti in eccesso, implementando un uso strategico delle risorse in termini di efficienza. In sostanza, ci si pone il traguardo di abbracciare un’economia circolare, che possa favorire la decarbonizzazione e proteggere la salute di ambiente e persone. Infatti, come è noto, l’inquinamento influisce in modo importante sulla salute intestinale, come riporta questa interessante ricerca.

A differenza di quella precedente, la nuova Direttiva IED include, nel proprio contesto applicativo, anche aziende zootecniche per allevamenti intensivi, tra cui quelli di suini e pollame.  Si riferisce pure alle attività di produzione di batterie e agli stabilimenti minerari.

Autorità di competenza e tempistiche per l’adozione delle misure IED

Secondo quanto stabilito, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno l’obbligo di implementare tutte quelle misure utili a far sì che le condizioni di autorizzazione siano rispettate e, laddove questo non accada e laddove si rinvengano condizioni di pericolo immediato per la salute umana e/o pericolo significativo per l’ambiente, occorrerà sospendere l’esercizio dell’installazione.

L’autorità di competenza dovrà anche fissare i valori limite di emissione più rigorosi ottenibili, su un piano di concretezza, per ogni installazione industriale. Il gestore analizzerà quindi i valori limite di emissione valutando l’intera gamma BAT e illustrando, in contemporanea, le migliori prestazioni complessive che l’impianto potrà raggiungere grazie a esse.

Essendo stata pubblicata oggi la nuova Direttiva IED per le emissioni industriali, a livello di tempistiche, gli Stati membri sono tenuti ad adottare le misure per conformarsi a essa entro il 1° luglio 2026.

Direttiva IED per le emissioni industriali: foto e immagini