Piove sabbia del Sahara sulle città del nord Italia
Se gli abitanti del sud Italia sono ormai abituati, chi vive nelle città del nord sta avendo ultimamente a che fare con un evento atmosferico del tutto nuovo: infatti, piove sabbia del Sahara anche su Milano, Torino e altre località del settentrione, dove i cittadini hanno ritrovato le loro auto ricoperte da polvere giallastra.

Un fenomeno tutt’altro che raro
I deserti sono composti da grandi quantità di sedimenti secchi e leggeri, polveri appunto, che possono essere sollevati dal vento anche per migliaia di metri di altezza per poi essere trasportati su mari e oceani rendendo, di conseguenza, il cielo giallastro.
Per quanto riguarda l’Italia, queste polveri sottili provengono dal Sahara e sono state trasportate da una perturbazione proveniente dall’Oceano Atlantico, per poi cadere sui vari territori attraverso le precipitazioni.
Dato che il Sahara è il deserto più grande del mondo, solo da qui può provenire più della metà della polvere presente in tutta l’atmosfera della Terra; in base alle stagioni dell’anno, che indirizzano i venti, le sue polveri possono essere trasportate in varie direzioni.
Non si tratta, quindi, di sabbia ma di polvere: i granelli di sabbia, infatti, sono troppo pesanti e non potrebbero essere sollevati così tanto in alto dalle correnti atmosferiche, a differenza della polvere. Quando quest’ultima si deposita causa, ovviamente, grandi disagi: basti pensare alle chiusure degli aeroporti o, più semplicemente, alle auto completamente gialle.
Eppure, il trasporto di polvere del Sahara su altri continenti e negli oceani ha anche effetti positivi: nell’Oceano Atlantico, per esempio, la polvere concima il fitoplancton, cioè quei microrganismi vegetali che vivono in superficie e che stanno alla base dell’alimentazione marina, contribuendo alla vita nelle acque.
Tuttavia, il deposito di polvere favorisce anche la fusione dei ghiacci di montagna e, quindi, allo scioglimento dei ghiacciai, fattore tutt’altro che positivo.
Quali sono gli effetti della polvere sulla salute umana e ambientale?
Ogni anno, le tempeste di sabbia del Sahara sollevano milioni di tonnellate di polvere sottile, che viaggiano per migliaia di chilometri per poi depositarsi in aree anche lontanissime dal loro punto di partenza. Tralasciando il fatto climatico in sé, con il pulviscolo che in caso di pioggia si va inevitabilmente a depositare sulle auto e su eventuali panni stesi creando uno strato giallastro, le polveri provenienti dal Sahara possono anche causare o aggravare alcuni problemi di salute già in corso.
In primis, l’aumento di concentrazione di polvere del deserto acuiscono i sintomi di asma e bronchite; da non sottovalutare, poi, il fatto che possano essere la causa scatenante di tracheite, polmonite, rinite allergica e silicosi per via del trasporto, insieme alla polvere, di metalli pesanti e microrganismi.

Tra i microrganismi trasportati rientrano anche gli agenti patogeni; nonostante la loro presenza non debba creare allarmismi, dato che virus e batteri nell’aria fanno già parte dell’atmosfera, la loro concentrazione potrebbe rivelarsi dannosa. Qualche esempio proviene dalla barriera corallina dei Caraibi, dove un’alta concentrazione di agenti patogeni presenti nella polvere sahariana è fonte di malattie, così come dalla regione del Sahel, dove le tempeste di polvere incrementerebbero il rischio di meningite batterica.
Ne consegue che mantenere l’aria pulita è prerogativa dei Governi dei singoli Paesi; se le tempeste di sabbia del deserto non possono essere né prevenute, né contrastate in alcun modo, cercare di combattere il cambiamento climatico attraverso altre pratiche sicuramente più accessibili sta alla base di una buona qualità della vita, da garantire ai cittadini di tutto il mondo.