India: la sua lotta al cambiamento climatico, da gennaio ad oggi
L’India e la sua lotta al cambiamento climatico, tra siccità e alluvioni spuntano i progressi verso la sostenibilità.

Ripercorriamo insieme i primi mesi del 2024 per l’India ed il suo impegno nella lotta contro il cambiamento climatico
Il freddo Gennaio indiano
Gennaio è stato decisamente freddo per gli standard indiani, con le temperature medie scese di almeno 2,2°C sotto i normali standard registrati in un lasso di tempo che intercorre tra il 1970 ed il 2020.
Il Dipartimento Meteorologico Indiano (IMD) ha riferito che, il mese di Gennaio, ha toccato le più basse temperature, raggiungendo il record del 2015 di 17,9°C.
La temperatura minima media è invece scesa a 6,4°C, quasi un grado in meno rispetto al periodo lungo preso in esame.
Ciò significa che le temperature sono state decisamente sotto la media, definendo quello del 2024, come l’inverno più freddo degli ultimi decenni.
Le conseguenze? Il freddo, unitamente alla bassa velocità del vento, ha intensificato i livelli di inquinamento nella capitale, peggiorando la qualità dell’aria ed esponendo i cittadini e l’ambiente a rischi reali.
Il secco inverno del Kashmir e le piogge estreme in Kerala e Lakshadweep

Il Kashmir ha visto l’inverno più secco, degli ultimi 43 anni.
La temperatura media è scesa a 3,2°C e le precipitazioni totali non hanno superato i 3,0 mm.
Le conseguenze sono ovvie:
- scarsità di acqua e danni all’agricoltura con relativo impatto anche sull’uso domestico e nel contesto di altre attività umane;
- problemi ambientali legati ad una eccessiva siccità e conseguenze gravi sugli ecosistemi locali, la flora, la fauna e le risorse idriche;
- ridotta produzione agricola e problemi legati alla scarsità d’acqua con ripercussioni sull’economia locale, sui redditi dei residenti e sull’occupazione legata al settore agricolo;
- la siccità ha aumentato tensioni sociali e causato disagi alla popolazione locale, specialmente per quanto riguarda l’accesso all’acqua potabile e alle risorse alimentari.
Le zone nord-occidentali e centrali hanno registrato caldo da record mentre Kerala e Lakshadweep hanno visto piogge estreme ed il distretto di Dima Hasao dell’ Assam ha registrato pericolose inondazioni e smottamenti.
L’erosione costiera e le migrazioni di massa
Dai dati raccolti in questi primi 5 mesi emerge che le Sundarbans, una zona ecologica di fondamentale importanza, sono minacciate dall’innalzamento del livello del mare e dall’erosione costiera.
Una situazione che sta provocando la salinità dei terreni agricoli e, di conseguenza, generando una migrazione di massa verso città come Calcutta, con conseguenti sfide sociali, economiche ed ambientali.
Le scelte sostenibili dell’India
I dati menzionati in precedenza descrivono chiaramente come l’India sia stata messa a dura prova dai cambiamenti climatici.
Nel tempo ha fatto progressi significativi attraverso le diverse azioni implementate.
Vediamo, ad esempio, la progressiva trasformazione della sua capacità solare installata, ed il raggiungimento di 70, 10 GW entro Giugno 2023.
Ciò ha permesso all’India di porsi come leader principale nella produzione di energia solare.
Le infrastrutture solari implementate includono, tra le altre cose, la creazione di parchi solari e l’installazione di sistemi solari sui tetti degli edifici.
Molti parchi sono già stati completati oppure sono in fase di realizzazione a dimostrazione del costante impegno dell’India di mettere in sviluppare progetti di sostenibilità a difesa dell’ambiente.
Tra le soluzioni implementate spicca la campagna di riforestazione da record che vede la piantumazione di oltre 100 milioni di alberi, nei vari stati, un’azione fondamentale nella lotta alle emissioni di CO2.
Questa ed altre azioni sono fondamentali nella lotta ai cambiamenti climatici e nella promozione della biodiversità, e riflettono l’impegno dell’India per la protezione dell’ambiente, rafforzandolo nel tempo.