Olive e aghi di pino: così Barcellona abbatte le emissioni di CO2

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Erika Fameli
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Barcellona sta utilizzando olive e aghi di pino per abbattere le emissioni di CO2: grazie ad un asfalto che utilizza biochar, la città sta portando avanti un test che può consentire di ridurre non solo l’impatto ambientale, ma anche gli sprechi e gli scarti dell’industria alimentare. Ecco come funziona.

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Olive
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Le città di tutto il mondo sono ricche di strade, e se è vero che queste sono necessarie alla sopravvivenza, ai commerci e alla società, è altrettanto vero che diventa sempre più impellente la necessità di diminuire il loro impatto ambientale. Le strade, infatti, sono tra le infrastrutture con l’impronta climatica più significativa, e che emettono una delle quantità maggiori di CO2 nell’atmosfera.

Per questo, molti ricercatori stanno studiando nuovi metodi per la loro realizzazione, che però non lascino un’impronta negativa sul pianeta. Barcellona ne sta sperimentando uno proprio in questo momento: un asfalto realizzato con biochar, un materiale ricco di carbonio che si ottiene dagli scarti agricoli delle olive e dai residui di pino, e i risultati sono sorprendenti.

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Olive e aghi di pino

Aghi, Di
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Il Comune di Barcellona e l’Universitat Politècnica de Catalunya stanno sperimentando un nuovo tipo di asfalto per ridurre l’impronta di carbonio delle strade, in un’area di circa 2.000 mq nel quartiere Eixample. Questo asfalto green utilizza il biochar, un materiale ricco di carbonio ottenuto da scarti agricoli come noccioli di oliva e residui di pino e che si ottiene attraverso la pirolisi, un processo che riscalda la biomassa in assenza di ossigeno. Grazie a questo processo, il carbonio che si trova nei residui vegetali non viene rilasciato sotto forma di CO2, ma rimane intrappolato in una struttura stabile, che lo conserva molto più a lungo.

Proprio per questo, il biochar è considerato tra le tecnologie con il potenziale più alto per ridurre la CO2 dall’atmosfera: sostituendo parte del filler minerale che normalmente si usa per produrre l’asfalto, il biochar è in grado di ridurre fino al 76% l’impronta di carbonio della miscela asfaltica, trasformando uno scarto agricolo in una risorsa per le infrastrutture urbane. Inoltre, evidenze scientifiche dimostrano che il biochar può anche migliorare altre proprietà dell’asfalto:

  • la resistenza alle alte temperature,
  • la resistenza all’umidità,
  • il deterioramento nel tempo.

Il biochar come nuovo alleato del Pianeta

Asfalto
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Il biochar, quindi, sembra essere il nuovo alleato preferito del Pianeta, ma è necessario fare alcune precisazioni. Innanzitutto, non esiste un biochar universale, ma le prestazioni cambiano in base alla biomassa che si utilizza, al processo di produzione e dal clima in cui si impiega. Per questo, la sperimentazione di Barcellona risulta particolarmente importante: il monitoraggio di una strada reale consentirà di capire se il biochar è in grado di garantire la stessa durata e affidabilità degli asfalti tradizionali anche fuori dal laboratorio, oltre che a ridurre le emissioni nella stessa misura rilevata dai test preliminari.

Inoltre, gli esperti sottolineano che il biochar non può riuscire, da solo, a risolvere tutti i problemi legati al cambiamento climatico urbano, né ad eliminare il problema delle isole di calore. Può, però, diventare uno strumento strategico per rendere le città più sostenibili, affiancando metodi come l’aumento del verde cittadino, l’utilizzo di materiali sempre meno impattanti, il depaving e l’incremento delle superfici permeabili. Per contrastare realmente il cambiamento climatico, quindi, è necessario adottare un approccio integrato e su più fronti, che unisca architettura green e nuove tecnologie, verde urbano e sistemi di raffrescamento dell’aria.

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