Il grande fiume d’Europa si sta prosciugando: la siccità lascia un paesaggio surreale
Danubio in secca: il fiume navigabile più lungo dell’UE soffre la siccità di questo periodo e inizia a calare, diventando un abbeveratoio per le vacche al pascolo. In diversi tratti tra Romania e Bulgaria, infatti, il gigante azzurro d’Europa non c’è più, e ha lasciato il posto a dune di sabbia e desolazione.
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La siccità che sta colpendo l’Europa non risparmia nemmeno il Danubio, il secondo fiume d’Europa per lunghezza e il fiume navigabile più lungo dell’Unione Europea. Per secoli questo fiume ha portato vita, commerci e prosperità alle popolazioni affacciate sulle sponde, ma ora si trova in estrema difficoltà a causa del cambiamento climatico e delle temperature record che si sono abbattute sul Vecchio Continente in questa torrida estate 2026.
Le sue acque sono così basse che il suo fondale è diventato un pascolo per le vacche, che si dissetano nel letto sempre più arido. Infatti, dove fino a pochi mesi fa scorrevano tonnellate di acqua, ora ci sono dune polverose, e stanno emergendo persino resti inabissati di animali preistorici. Le mandrie camminano sul Danubio, e calpestano un suolo che fino a poco tempo fa era pieno di acqua.
Danubio in secca

Tutta l’Europa sta vivendo un periodo di crisi idrica, ma ci sono alcune realtà che soffrono più di altre. Una di queste, è il Danubio, che in diversi tratti tra Romania e Bulgaria è svanito, lasciando il posto a dune di sabbia e desolazione. In Romania il livello dell’acqua è precipitato al punto più basso degli ultimi 30 anni, raggiungendo un record negativo che non si registra dal lontano 1996. A dare i numeri di questa emergenza, è l’agenzia statale rumena per la gestione delle acque, che afferma che la portata al punto di ingresso principale nel Paese è di appena 1.700 metri cubi al secondo, contro una media stagionale di 4.700.
Presso la cittadina di Ryahovo, in Bulgaria, i livelli di acqua sono così bassi da aver fatto riemergere dei resti di un antico mammut lanoso (mammuthus primigenius). Secondo i ricercatori del Museo Regionale di Storia di Ruse, i resti appartengono ad una specie antichissima, che ha riposato sul fondo del Danubio per secoli e secoli, ma che oggi, a causa delle recenti ondate di calore, è tornata in superficie liberandosi dell’acqua che la teneva nascosta.
La siccità nel resto d’Europa

Il problema della siccità del Danubio, purtroppo, non riguarda solamente Romania e Bulgaria, ma interessa tutti i Paesi dove passa il fiume:
- Germania,
- Austria,
- Slovacchia,
- Ungheria,
- Croazia,
- Serbia,
- Moldavia,
- Ucraina.
Nel resto d’Europa, i fiumi si stanno ritirando sotto ondate di calore di 2,7 gradi superiori alla media stagionale, e la crisi idrica si fa di giorno in giorno più grave. Anche in Italia la situazione è critica: il Po sta soffrendo una riduzione della portata del 70% rispetto alle medie storiche, e sulle Dolomiti a giugno sono state registrate anomalie termiche fino a +3°C, l’Adige segna un -57% di volume, e la carenza idrica spiana la strada alla risalita del cuneo salino nel Delta del Po. In questo scenario, l’acqua marina avanza quindi per chilometri e chilometri lungo il letto del fiume, avvelenando i terreni agricoli e rendendo l’acqua inutilizzabile per l’irrigazione.